L'intervista

Scontro frontale

Nodo Vannacci e diarchia Schlein-Conte, sullo sfondo
La legge elettorale come prosecuzione della guerra politica con altri mezzi. Pure parafrasato, il generale e teorico militare prussiano ha sempre il suo perché. E lo si vede, una volta di più, in relazione al disegno di legge elettorale del destracentro – “Stabilicum” o “Melonellum”, che dir si voglia (a seconda del punto di vista e dell’orientamento politico).Il voto di settembre in Senato sulla modifica della legislazione elettorale vigente mette a nudo l’«ansia da prestazione» della maggioranza e lo stato di fibrillazione interno del “campo largo” senza che la proposta meloniana (anzi…) possa rappresentare un correttivo alla evidente e irrisolta crisi di rappresentanza che viviamo da parecchio tempo a questa parte. Insomma, si tratta dei consueti calcoli di “ingegneria istituzionale”, mentre il Paese reale attende risposte innanzitutto sull’economia, lo sviluppo, il caro vita – e basterebbe citare, al riguardo, la catastrofica impennata dei prezzi del carburante, sospinta dalla crisi di Hormuz, e le tremende proiezioni su quanto le famiglie italiane pagheranno in più per beni e servizi essenziali in questo autunno. Il grande risiko delle regole del gioco conferma, ancora una volta, come le leggi elettorali (e non soltanto in Italia) non si facciano precisamente per decidere come fare scegliere i propri rappresentanti da parte dei cittadini, ma per stabilire chi debba ricevere un “aiutino” decisivo per entrare in Parlamento e andare al governo. Il nome stesso della riforma (“Stabilicum”…) fa trapelare una delle ossessioni della politica infragilita e sempre meno rappresentativa del nostro tempo: la governabilità. E, tuttavia, dietro l’ennesima promessa di un governo finalmente “stabile” e... LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 10 SETTEMBRE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

Lettere

Abbiamo tutto quello che serve!

Basterebbe utilizzarlo
Egregio Direttore, da una decina di anni sul mio profilo di facebook documento con filmati e commenti vocali, le piene del Po e soprattutto i periodi di siccità. L’attuale crisi idrica di questi giorni che colpisce il bacino del Po non è più un’emergenza stagionale, ma un fenomeno strutturale. Le portate del fiume si riducono sempre più rapidamente, mentre gli eventi di piena diventano brevi, intensi e difficili da gestire. In questo contesto, la Lombardia dispone di una risorsa strategica troppo spesso ignorata, e sottovalutata, abbiamo oltre 40.000 km di canali irrigui, una delle reti idrauliche più estese e capillari d’Europa. Questa infrastruttura, storicamente dedicata alla distribuzione dell’acqua agricola, può diventare oggi una grande cassa di compensazione diffusa, capace di immagazzinare milioni di metri cubi d’acqua durante le piene del Po e dei suoi affluenti, per poi rilasciare gradualmente nei periodi di siccità. Pertanto, disponendo di un invaso lineare già esistente, tra cui molti canali lombardi dai derivatori principali alle rogge consortili che sono direttamente o indirettamente collegati al Po, con interventi minimi e mirati, come l’installazione di nuove paratoie automatizzate, il telecontrollo dei livelli, l’impermeabilizzazioni selettive, e la gestione coordinata dei consorzi irrigui, questa rete può funzionare come un sistema di stoccaggio temporaneo dell’acqua, senza necessità di nuove dighe o opere invasive. Un potenziale enorme... LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 2 LUGLIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

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