L'intervista

«Punto di partenza»

Bona: «Tracciato il cammino dei prossimi anni»
A pochi giorni dalla presentazione del dossier di candidatura a Capitale della cultura 2029, l’assessore Rodolfo Bona accetta di rispondere alle domande del nostro settimanale per un bilancio del lavoro fatto in questi mesi e che sfocerà nel momento di festa del prossimo 23 settembre (vedi box a destra) Quali sono i punti di forza del dossier? «Uno dei punti di forza del dossier è la coerenza tra il lavoro fatto durante questi ultimi decenni, in campo culturale, sociale, educativo e urbanistico, e la visione della città in prospettiva futura. Una visione che vede la cultura come motore di sviluppo, anche economico, in grado di affrontare le sfide che il presente ci impone. Un secondo elemento di forza è la scelta di valorizzare il ruolo di Cremona nella Pianura padana in relazione al Po come elemento di interconnessione sovra regionale. La nostra pianura è uno degli ambienti socio-economici più importanti del nostro paese e, lo abbiamo chiaramente visto durante l’estate, è al centro di mutamenti climatici. Un terzo elemento è aver interpretato la nostra tradizione culturale non come elemento dato, da contemplare, ma come eredità che si trasforma e produce frutti nella contemporaneità, disegnando nuovi orizzonti, proprio perché il senso di Capitale della Cultura è quello di delineare coerentemente l’idea della città da qui a dieci anni». 
Che cosa è emerso dal percorso di accompagnamento che Itinerari Paralleli ha promosso da quando è entrata in campo fino ad oggi? «Direi una grande ricchezza di energie culturali che non sempre sa trovare direzioni di lavoro condivise e tantissime progettualità a vari livelli che spesso faticano ad emergere con adeguata... LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 24 SETTEMBRE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

Lettere

Abbiamo tutto quello che serve!

Basterebbe utilizzarlo
Egregio Direttore, da una decina di anni sul mio profilo di facebook documento con filmati e commenti vocali, le piene del Po e soprattutto i periodi di siccità. L’attuale crisi idrica di questi giorni che colpisce il bacino del Po non è più un’emergenza stagionale, ma un fenomeno strutturale. Le portate del fiume si riducono sempre più rapidamente, mentre gli eventi di piena diventano brevi, intensi e difficili da gestire. In questo contesto, la Lombardia dispone di una risorsa strategica troppo spesso ignorata, e sottovalutata, abbiamo oltre 40.000 km di canali irrigui, una delle reti idrauliche più estese e capillari d’Europa. Questa infrastruttura, storicamente dedicata alla distribuzione dell’acqua agricola, può diventare oggi una grande cassa di compensazione diffusa, capace di immagazzinare milioni di metri cubi d’acqua durante le piene del Po e dei suoi affluenti, per poi rilasciare gradualmente nei periodi di siccità. Pertanto, disponendo di un invaso lineare già esistente, tra cui molti canali lombardi dai derivatori principali alle rogge consortili che sono direttamente o indirettamente collegati al Po, con interventi minimi e mirati, come l’installazione di nuove paratoie automatizzate, il telecontrollo dei livelli, l’impermeabilizzazioni selettive, e la gestione coordinata dei consorzi irrigui, questa rete può funzionare come un sistema di stoccaggio temporaneo dell’acqua, senza necessità di nuove dighe o opere invasive. Un potenziale enorme... LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 2 LUGLIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

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