L'intervento

«Per condividere di più chi siamo»

Agropoli, la presidente Maria Grazia Ventura: «I nuovi spazi di Cascina Marasco permetteranno di rispondere in modo sempre più puntuale alle necessità che incontriamo»
«Con questo evento, Agropolis, e la sua gente, dichiarano ancora una volta la propria volontà a non rimanere isolata e il desiderio di condividere ciò che riesce a progettare e a proporre». In queste parole di Maria Grazia Ventura, presidente dal 2023 di Agropolis Cooperativa Sociale Ets, è contenuto il vero significato dell’inaugurazione avvenuta ieri, 14 maggio, di Cascina Marasco dopo i lavori di ristrutturazione. Le importanti opere effettuate hanno lo scopo di creare spazi che permettano di ampliare le progettualità e che rispondano in modo sempre più puntuale alle necessità di chi si rivolge alla Cooperativa, pur conservando la componente tipica del paesaggio rurale tradizionale. Ventura ci ha fornito non solo i dettagli dell’intervento, ma anche le attività che saranno svolte e gli obiettivi che Agropolis si propone. Quando avete iniziato i lavori? Che agevolazioni avete ottenuto? «Avendo dovuto aspettare le autorizzazioni della Sovrintendenza, il via ai lavori, per i quali abbiamo usufruito del super bonus 110%, è stato dato nel marzo 2025 e gli interventi sono stati portati a termine con la fine dell’anno scorso. A seguire ci sono stati opere di completamento che abbiamo sostenuto noi, perché il 110, come sua logica, copriva solo gli ambienti caldi». Quali spazi della cascina sono stati interessati? «Prima di tutto la casa padronale, dove si è partiti dal vespaio, la parte bassa dell’edificio, poi con un cappotto interno isolando i muri perimetrali per un efficientamento energetico, e abbiamo rifatto tutti gli infissi sempre per contenere la dispersione termica ed è stato messo il riscaldamento a pavimento. Siamo intervenuti anche sulle abitazioni dei contadini, che non erano ancora finite, e sugli spazi sotto il grande porticato, con la sala polivalente dedicato al dottor Romanini... LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 21 MAGGIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

Lettere

Cremona, una “Piccola Capitale Europea” che deve puntare su università, partecipazione attiva e una buona politica capace di ascoltare e di confrontarsi partendo dal rispetto

Egregio direttore, esiste un momento esatto in cui una città diventa un progetto di vita. Per molti della mia generazione, molti coetanei, quel momento coincide spesso con un bivio: restare definitivamente o partire? O magari il momento di ritornare. Noi siamo la generazione che ha vissuto la libertà di viaggiare come un diritto naturale, che si sente davvero europea tanto quanto cittadina di uno Stato. Siamo cresciuti in un mondo globalizzato che, più di ogni altro in passato, ci ha offerto la possibilità di scegliere la vita che volevamo, ovunque volessimo. Abbiamo visto le grandi capitali, abbiamo respirato culture diverse e abbiamo capito che i confini sono spesso solo linee sulla carta, tutto questo in circa 10-15 anni. Oggi tramite social vediamo vecchi amici, compagni di scuola che hanno scelto altre vite: in altre città, in altri paesi, anche in altri continenti. Proprio per questo, se scegliamo di restare o tornare a Cremona, non lo facciamo per rassegnazione, ma per una scelta consapevole, una scelta di vita. Possiamo portare quel respiro europeo qui, tra le nostre mura, trasformando Cremona in una città moderna, al passo coi tempi: una città viva, che può far parte in quella rete globale che abbiamo imparato a conoscere. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra città. Quando camminiamo per le nostre strade e incontriamo turisti che restano incantati, rimango io stesso colpito e penso che dovremmo guardare la nostra città con i loro occhi. Dobbiamo smettere di raccontarci come una città dimenticata, in una provincia isolata. Non lo siamo, ma soprattutto non vogliamo esserlo! In un periodo storico in cui la megalopoli stanno perdendo interesse perché troppo grandi, i piccoli centri ben serviti come Cremona diventano molto attrattivi. Cremona è un “gioiellino”, così la definiscono molti amici che vengono a visitarla. È una piccola cittadina a misura d’uomo, con tutti i servizi (ottimi servizi) ad un ora da Milano, una città dove vivere una vita tranquilla, dove poter costruire un futuro su misura. Dobbiamo imparare ad essere orgogliosi della nostra città, raccontarla e farla conoscere sempre di più, perché la bellezza da sola non basta a contrastare l’inverno demografico e la “fuga dei cervelli”, grande problema della mia generazione (a cui la politica si sta quasi rassegnando)... LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 3 APRILE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

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