L'intervista

«Equilibrio, visione e coraggio. Con i “no” perdiamo tutto»

«Infrastrutture, università, cultura, opportunità straordinarie da cogliere»
«Nel mio lavoro, ho sempre cercato di trovare le più larghe convergenze possibili, perché penso che, in democrazia, ora c’è una maggioranza, ora ce n’è un’altra, però questo territorio resta e ha bisogno di prospettive». Con queste parole che riassumono un’intera vita spesa al servizio della Politica intesa come «servizio alla comunità», a livello locale, in Regione e come parlamentare e membro del governo, Luciano Pizzetti spiega come sta interpretando, da circa un anno, il ruolo di presidente del Consiglio comunale. Un ruolo che richiede equilibrio, capacità di mediazione e buon senso, qualità oggi sempre più rare in un’epoca soverchiata dai social, «un mondo - continua Pizzetti - perennemente in competizione con tutto ciò che fanno le istituzioni, un mondo sempre in guerra». Nella lunga intervista rilasciata al nostro settimanale di cui pubblichiamo la prima parte (la seconda uscirà il 20 febbraio), Pizzetti affronta, come sempre senza fare sconti a nessuno, nemmeno a se stesso, e con grande onestà intellettuale, le questioni principali che investono la Politica, in provincia di Cremona, ma anche a livello nazionale ed europeo, e si interroga - e interroga i cittadini - sulle strategie più efficaci da adottare per affrontare i tanti cambiamenti che abbiamo di fronte. Il progresso tecnologico, la globalizzazione, gli scenari geopolitici formano un tutt’uno destabilizzante. Qualcosa che non ci può più vedere divisi e remissivi, al traino degli Stati Uniti d’America, ma che ci costringe a interpretare un nuovo ruolo per difendere i nostri valori democratici e il nostro modello di sviluppo socio-economico. All’interno di questo contesto, anche la Politica è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità, portando avanti un progetto che non può essere appeso ai like e al consenso di breve periodo... LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 19 FEBBRAIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

Lettere

Sergio Tarquinio, Maestro dal talento straordinario

Dicono che nessuno muoia mai davvero, a patto che il suo ricordo riesca a radicarsi nella mente e nel cuore di chi gli ha voluto bene. Migliaia di appassionati di fumetti (Western e d’Avventura), oggi, piangono Sergio Tarquinio: il Maestro cremonese è scomparso appena qualche giorno fa, lasciando un’indelebile traccia nell’àmbito dell’Arte (tra Pittura, Fumetto e Incisione). Mai banale a parole, riservato quel tanto che bastava a proteggere la sfera privata, Sergio se n’è andato esattamente tre mesi dopo avere soffiato sopra una torta decorata da ben cento candeline: un traguardo di enorme prestigio, che anche “Mondo Padano” ha voluto celebrare riservando un ampio dossier circa la sua formidabile carriera artistica. Grande amico del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, noi tutti ricorderemo Tarquinio per la sua capacità di regalare sogni con il pennello e con la matita fra le mani: ci ha fatto conoscere personaggi di rilievo come il Giudice Bean (che vide Sergio Bonelli nelle vesti di sceneggiatore), ci ha fatto appassionare al mondo della Frontiera grazie alla collana “Storia del West” (lavorando sui testi del sodale Gino D’Antonio), ci ha avvicinato alla poesia di un anti-eroe mai dimenticato come Ken Parker (la splendida saga pensata dal geniale Giancarlo Berardi)... È confortante pensare che, ora, Sergio continui a disegnare al fianco di chi, in sua compagnia nell’Argentina degli anni Quaranta e Cinquanta, stava per intraprendere una carriera quantomai luminosa: Guglielmo Letteri, Alberto Ongaro e — soprattutto — l’immenso Hugo Pratt. A Tarquinio sopravvive la sua Arte, esattamente come succede ai Maestri più acclamati. Proprio Ken Parker gli renderebbe senz’altro omaggio così: so long, Sergio!

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