

Cultura & Spettacoli
«Scrivere, conforto nel mio dolore»
"Dove le macchie diventano ricami", Chiara Carotti
Chiara Carotti: condividere può aiutare
Più o meno nove anni or sono, Chiara Carotti sceglieva di dare l’avvio a un ambizioso e appassionante progetto letterario: raccontare la storia della sua famiglia dando, così, sfogo a un’indubbia propensione per la scrittura. Da qualche settimana appena, l’autrice ha deciso d’aggiornare il suo meritorio progetto con un nuovo e rilevante capitolo (“Dove le macchie diventano ricami”): una serie di emozionanti lettere scritte immaginando d’intessere un toccante dialogo con l’anziana madre, la cui mente è oggi offuscata da una subdola forma di demenza senile. «Non è mai facile accettare un infausto responso medico, specialmente se riguarda un familiare tanto amato: è quanto è accaduto tempo addietro, quando mi è stata comunicata la malattia neurodegenerativa che aveva colpito mia mamma. Ho scelto di non chiudermi nel dolore, bensì di fare l’opposto: aprirmi agli altri, testimoniando attraverso la pagina scritta la mia personale esperienza senza nascondere le mie paure né i miei momenti di difficoltà», sottolinea. Divisa in due sezioni distinte (“La luce spenta” e “Orientarsi al buio”), l’opera - proposta nel catalogo di “Marco Serra Tarantola editore” e presentata nei giorni passati presso la Fiera del Libro di Cremona - abbraccia un arco temporale piuttosto breve (sei anni, circa) durante il quale Chiara ha avuto modo di riservare alla madre amorevoli cure domestiche prima di prendere un’opportuna (per quanto sofferta) decisione, ossia il ricovero presso un’adeguata struttura sanitaria...
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Fabio Canesi