

Economia & Lavoro
Anche il commercio si deve confrontare con la rivoluzione digitale. Per non subire la concorrenza dell’e-commerce, bisogna differenziarsi
La vetrina del futuro è a pochi passi da casa
Fashion, shopping and friends with decision for clothes, sales and discount at luxury mall. Smile, retail store and customer with fabric at boutique for choice with women and girls drinking coffee.
L’emozione e il piacere dell’acquisto, l’esperienza, più che l’acquisto in sé: concepire la vendita come una potente forma di intrattenimento
La rivoluzione digitale e la recente proliferazione dell’intelligenza artificiale generativa stanno rapidamente ridisegnando la nostra realtà. Come già accaduto per le rivoluzioni tecnologiche del passato, le opinioni su questi cambiamenti sono estreme e polarizzate: da un lato l’ottimismo disarmante degli early adopter, dall’altro il “millenarismo di ritorno” di chi vede in queste innovazioni solo rischi preoccupanti. Si tratta di rischi concreti, sia chiaro, che tuttavia non dipendono tanto dalla tecnologia in sé, quanto dalla velocità dirompente con cui si sono manifestate. Una rapidità a cui nessuno è davvero pronto.
Questa accelerazione non ci ha concesso il tempo di metabolizzare il cambiamento né di analizzare a fondo le sue caratteristiche, per gestirlo in modo consapevole anziché subirne la pervasività. E in futuro non andrà meglio, perché la velocità aumenterà ancora. Di una cosa però siamo certi: tornare indietro è impossibile. Nemmeno i critici più feroci del progresso saprebbero privarsi dei vantaggi che questa evoluzione ci ha regalato: chi rinuncerebbe oggi alla navigazione satellitare, alle funzioni dello smartphone o alla comodità dell’home banking e dei servizi pubblici online?
Eppure, esistono settori in cui queste enormi opportunità sono state sfruttate soltanto a metà, migliorando i processi interni delle aziende senza generare ricadute dirette sul cliente. È il caso di molti negozi di prossimità, che non appartenendo a grandi catene e faticano a rinnovarsi, unica strategia per fronteggiare criticità note ormai da decenni. L’avvento dell’e-commerce aveva già tolto il sonno a molti esercenti, ma l’incubo si è poi concretizzato nel 2020: con la pandemia, la residua ritrosia di molti verso gli acquisti online è evaporata nel giro di poche settimane. Da allora, molti negozianti sembrano illudersi ancora che quella sia stata solo una parentesi, anziché un trend destinato a crescere...
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Claudio Gagliardini
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