Piccoli Comuni. Il caso di Pescarolo. Il sindaco: «Faremo una campagna massiva»
L’obbligatorio e definitivo passaggio alla carta d’identità elettronica e alla digitalizzazione dei servizi anagrafici rappresenta una delle sfide più importanti per i piccoli Comuni, che a differenza degli altri hanno risorse più limitate. Si tratta di un percorso complesso, che prevede un vero e proprio accompagnamento di cittadini e pubblici uffici verso un sistema completamente nuovo che si basa sull’identità digitale e su un rapido accesso ai dati. «Noi stiamo lavorando alla digitalizzazione delle carte d’identità già da qualche anno», spiega Graziano Cominetti, sindaco di Pescarolo ed Uniti. Finora però il passaggio avveniva soprattutto quando il documento arrivava a scadenza. Da due o tre anni abbiamo iniziato a muoverci in modo più attivo, rilasciando anche le password necessarie per rendere la carta più funzionale. È una soluzione che sta un po’ a metà tra lo Spid e la vecchia carta d’identità: permette di accedere a diversi servizi digitali».

È stato semplice introdurre queste novità tra i cittadini?
«Non è sempre facile, perché il nostro comune ha una popolazione mediamente non giovanissima e spesso le nuove tecnologie vengono percepite come un problema più che come un’opportunità. C’è sempre bisogno di spiegare bene come funzionano questi strumenti e difficilmente tutte le loro potenzialità vengono sfruttate. Succede spesso che le persone più anziane chiedano comunque di avere tutto attivato e poi si facciano aiutare dai figli. La cosa curiosa è che invece l’atteggiamento dei cittadini stranieri è molto diverso: con loro a volte la difficoltà è la lingua, che rende più complicato spiegare alcuni passaggi, ma sono generalmente più interessati e...
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Laura Bosio




