Roberto Spampanato, il colonnello che comanda il Reggimento: «Coraggio e “mente tecnica”»
Cento anni di storia per il 10° Reggimento Genio Guastatori, una storia ricca di valori e di ideali, ma anche di impegno su tantissimi fronti. Ne parliamo con il comandante, colonnello Roberto Spampanato: «In cento anni di storia, il 10° Reggimento genio guastatori ha sempre fondato la propria identità su valori solidi e immutabili, quali senso del dovere, spirito di sacrificio, competenza professionale e dedizione verso le Istituzioni e il Paese», sottolinea. «Sono valori che hanno accompagnato i genieri in ogni contesto operativo, dai conflitti del passato alle missioni contemporanee, e che continuano a rappresentare la bussola morale e professionale di ogni militare del Reggimento».

Dalla Prima guerra mondiale ai moderni scenari operativi, nazionali e internazionali: come si è evoluto il ruolo del Reggimento e in che modo il genio guastatori ha saputo adattarsi ai cambiamenti delle minacce e delle tecnologie?
«Il reggimento ha attraversato una costante evoluzione in linea con la trasformazione dello strumento militare e degli scenari di impiego, agendo sempre da protagonista, fianco a fianco con tutte le armi e specialità dell’Esercito italiano. Si è partiti dai compiti prettamente tecnici di costruire ponti e strade o scavare gallerie, peculiarità dei genieri zappatori e minatori, fino all’odierno supporto alla manovra terrestre (ossia l’apertura dei campi minati) e alle attività di contromobilità (superamento di ostacoli) proprie dei guastatori. Oggi operiamo in contesti complessi e multidominio, con compiti che spaziano ad ampio raggio includendo il supporto alla popolazione in caso di emergenze...
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Laura Bosio



