

Cultura & Spettacoli
Quantità e qualità: «Un festival di primizie per il nostro pubblico»
Auditorium Arvedi
CremonaJazz. Roberto Codazzi: in programma anteprime assolute
Ritorna dal 20 aprile al 4 giugno, nell’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino, la grande rassegna internazionale CremonaJazz, con la direzione artistica di Roberto Codazzi (intervista a fianco, ndr). Una rassegna promossa da Museo del Violino e Unomedia con il sostegno di Fondazione Arvedi Buschini e MdV Friends. Sette i concerti, tutti in Auditorium Arvedi, con una anteprima di lusso affidata alla grande Amii Stewart e i successivi sei appuntamenti in abbonamento. Programma completo su www.cremonajazz.it.
Manifestazione oramai consolidata che ha saputo conquistare la fiducia degli appassionati, tanto da diventare una delle manifestazioni italiane di riferimento. Puntando sempre sulla qualità, la scelta del programma, sempre in crescita, offre ogni anno una “sfilata” di grandi star internazionali ma anche personalità emergenti nel panorama del jazz. L’apertura dell’undicesima edizione sarà con un’icona internazionale della musica soul, rhythm and blues e jazz, la cantante statunitense naturalizzata italiana Amii Stewart in quintetto. Seguirà con una stella consacrata del jazz, Peter Erskine (in quartetto con Alan Pasqua, Darek Oles e Bob Mintzer), e dopo con Nicole Zuraitis, artisti che hanno vinto Grammy e suonato nei templi del jazz mondiale, da nomi tra i più gettonati del momento come Veronica Swift e Olivia Trummer, da musicisti eccezionali che cavalcano gli stili e sfuggono le classificazioni come Omar Sosa e Trilok Gurtu, quest’ultimo in quartetto con Rita Marcotulli, Carlo Cantini e Giorgio Panico. E come tutti i grandi festival, CremonaJazz tiene a battesimo delle prime assolute e si fa “motore” di nuovi progetti, come quello che vede Olivia Trummer con un quartetto d’archi, in omaggio al Museo del Violino e all’Auditorium che ospita i concerti.

Codazzi, CremonaJazz ritorna quest’anno in Auditorium con 7 concerti di grandi star internazionali, ma anche con personalità emergenti del panorama jazzistico. Un ricco e dinamico programma che conferma la crescita e il successo della rassegna. In qualità di direttore artistico, può dirci con quali criteri è stato sviluppato il cartellone 2026?
«Anzitutto i concerti crescono anche in quantità, quest’anno sono sette, contro i 5/6 delle precedenti edizioni, inoltre il tentativo è quello di stabilizzare, anzi di sviluppare lo standing di una rassegna ormai entrata tra quelle di riferimento nel cuore degli appassionati di jazz in Italia. Il progetto artistico punta a una qualità sempre crescente ma con un occhio di riguardo alla meravigliosa delicatezza del luogo che ospita i concerti, l’Auditorium Arvedi del Museo del Violino, strumento che di per sé suona perfettamente e che dunque non vuole e non necessita di robuste amplificazioni, preferendo una situazione semi-acustica»...
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Ana Vera Teixeira