Elezioni a Cremona. Intervista a Alessandro Portesani, candidato sindaco del Centrodestra: «I temi? Ambiente, giovani, sicurezza, commercio»
Quando arriva, Alessandro Portesani è già (o ancora) al telefono. Giacca, jeans e maglietta scura. Dà alcune indicazioni al suo interlocutore poi lo saluta. Si concede un attimo per leggere le notifiche e infine mi guarda. Ha lo stesso sorriso che lo accompagna da settimane: pieno, non costruito. In un tempo di solitudine e indifferenza, è una sorta di aggressione del buon umore, di baldanza un po’ sfacciata e presuntuosa. Sarà così. Sarà che Portesani riflette fuori quello che vive dentro. Come tutti.
Chi lo avrebbe detto, otto mesi fa, quando l’imprenditore che ha fondato Meraki Group si presentò con un progetto civico, che oggi sarebbe arrivato fin qui? Che si sarebbe imposto semplicemente annunciandosi, proponendosi, aggregando. C’era già riuscito nel lavoro: Meraki, in fondo, è l’evoluzione di tre storie e di tre modi simili ma non uguali di guardare al bisogno: Cerchio Srl, Ventaglio blu e Santa Federici. Portesani lo ha rifatto con Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, piazzando in testa alla triade di partiti un “giocattolino” da 2.221 voti chiamato “Novità a Cremona”. Chi l’avrebbe detto che - insieme ai fattori di congiuntura storico-politica - avrebbe fatto crollare «il muro del consenso a sinistra che è sempre stato di 17mila voti e oggi è sceso a 13mila»?
E in testa, per ora, Portesani c’è. Si presenta al ballottaggio con una manciata di voti in più del vicesindaco Andrea Virgilio. Sente aria di ribaltone.
La nostra chiacchierata si tiene passeggiando in direzione dei Giardini. Gli chiedo di dirmi, se le ha, tre ragioni per cui ammettere che “è andata bene”. A metà della risposta, Portesani è interrotto da una passante: “Sei bravissimo, mi raccomando”, gli dice. Lui le raccomanda di votare e far votare.
«Ho conosciuto tantissimi cittadini - dice Portesani -, ho conosciuto le associazioni di categoria e ancora meglio il tessuto associativo cremonese. Sono rapporti che mi hanno permesso di aver più consapevolezza dei bisogni della città, ottenendo conferma di ciò che mi aveva spinto a scendere in campo e a promuovere il progetto civico di “Novità a Cremona”». Il secondo elemento positivo è il «successo del progetto civico “Novità a Cremona”, il cui merito va riconosciuto, soprattutto nell’aver intercettato la voglia di cambiamento dei cremonesi». Il terzo è «la dimostrazione di apprezzamento che mi hanno dimostrato tantissimi cittadini. Questo mi spinge ad impegnarmi con ancor più energia in questo rush finale. Anche perché chi vuole il cambiamento rappresenta il 60% dell’elettorato». (...)
Chi lo avrebbe detto, otto mesi fa, quando l’imprenditore che ha fondato Meraki Group si presentò con un progetto civico, che oggi sarebbe arrivato fin qui? Che si sarebbe imposto semplicemente annunciandosi, proponendosi, aggregando. C’era già riuscito nel lavoro: Meraki, in fondo, è l’evoluzione di tre storie e di tre modi simili ma non uguali di guardare al bisogno: Cerchio Srl, Ventaglio blu e Santa Federici. Portesani lo ha rifatto con Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, piazzando in testa alla triade di partiti un “giocattolino” da 2.221 voti chiamato “Novità a Cremona”. Chi l’avrebbe detto che - insieme ai fattori di congiuntura storico-politica - avrebbe fatto crollare «il muro del consenso a sinistra che è sempre stato di 17mila voti e oggi è sceso a 13mila»?
E in testa, per ora, Portesani c’è. Si presenta al ballottaggio con una manciata di voti in più del vicesindaco Andrea Virgilio. Sente aria di ribaltone.
La nostra chiacchierata si tiene passeggiando in direzione dei Giardini. Gli chiedo di dirmi, se le ha, tre ragioni per cui ammettere che “è andata bene”. A metà della risposta, Portesani è interrotto da una passante: “Sei bravissimo, mi raccomando”, gli dice. Lui le raccomanda di votare e far votare.
«Ho conosciuto tantissimi cittadini - dice Portesani -, ho conosciuto le associazioni di categoria e ancora meglio il tessuto associativo cremonese. Sono rapporti che mi hanno permesso di aver più consapevolezza dei bisogni della città, ottenendo conferma di ciò che mi aveva spinto a scendere in campo e a promuovere il progetto civico di “Novità a Cremona”». Il secondo elemento positivo è il «successo del progetto civico “Novità a Cremona”, il cui merito va riconosciuto, soprattutto nell’aver intercettato la voglia di cambiamento dei cremonesi». Il terzo è «la dimostrazione di apprezzamento che mi hanno dimostrato tantissimi cittadini. Questo mi spinge ad impegnarmi con ancor più energia in questo rush finale. Anche perché chi vuole il cambiamento rappresenta il 60% dell’elettorato». (...)
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Cristiano Guarneri

