Dalla fine del prossimo anno "l'attacco" al "vessel"
La pandemia non ha mai fermato la disattivazione della Centrale di Caorso. Anzi. «Siamo da sempre abituati a “lavorare” con un nemico invisibile: la radioattività. E ora il virus. In questa occasione, così, abbiamo potuto mettere a disposizione le nostre conoscenze e competenze, ma anche i nostri materiali di protezione, che nei tempi più bui abbiamo donato all’ospedale di Piacenza».
I lavori di decomissioning, dunque, sono proseguiti su più fronti e per alcune attività si è addirittura in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Tutte attività propedeutiche - fa sapere Viviana Cruciani, responsabile disattivazione Caorso dal maggio scorso - «allo smantellamento dell’edificio reattore che, secondo programma, prevediamo di attivare a partire dalla seconda metà del 2022». Appuntamento cruciale nel lungo percorso che, entro il 2031, dovrà portare la Centrale di Caorso al cosiddetto “brown field”, ossia con la conclusione dello smantellamento degli impianti e allo stoccaggio dei rifiuti. In attesa del “prato verde”, condizionato alla scelta del Deposito nazionale».
«Tra le attività di disattivazione - spiega ancora Cruciani - ricordiamo le principali: innanzitutto il trasferimento dei rifiuti radioattivi (resine e fanghi) nell’impianto di Bohunice in Slovacchia, verso il quale proseguono i trasporti. Al momento sono stati trasferiti 4706 dei 5800 fusti previsti. Prevediamo di completare i trasporti nei primi mesi dell’anno prossimo: in tal modo verranno liberati i tre depositi temporanei che dovranno poi essere adeguati ai più moderni standard di sicurezza. In uno dei tre depositi temporanei - l’ERSBA2 - i lavori di abbattimento e di ricostruzione sono già molto avanti (si tratta di uno dei cantieri in anticipo) e saranno completati entro i primi mesi del prossimo anno»....
I lavori di decomissioning, dunque, sono proseguiti su più fronti e per alcune attività si è addirittura in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Tutte attività propedeutiche - fa sapere Viviana Cruciani, responsabile disattivazione Caorso dal maggio scorso - «allo smantellamento dell’edificio reattore che, secondo programma, prevediamo di attivare a partire dalla seconda metà del 2022». Appuntamento cruciale nel lungo percorso che, entro il 2031, dovrà portare la Centrale di Caorso al cosiddetto “brown field”, ossia con la conclusione dello smantellamento degli impianti e allo stoccaggio dei rifiuti. In attesa del “prato verde”, condizionato alla scelta del Deposito nazionale».
«Tra le attività di disattivazione - spiega ancora Cruciani - ricordiamo le principali: innanzitutto il trasferimento dei rifiuti radioattivi (resine e fanghi) nell’impianto di Bohunice in Slovacchia, verso il quale proseguono i trasporti. Al momento sono stati trasferiti 4706 dei 5800 fusti previsti. Prevediamo di completare i trasporti nei primi mesi dell’anno prossimo: in tal modo verranno liberati i tre depositi temporanei che dovranno poi essere adeguati ai più moderni standard di sicurezza. In uno dei tre depositi temporanei - l’ERSBA2 - i lavori di abbattimento e di ricostruzione sono già molto avanti (si tratta di uno dei cantieri in anticipo) e saranno completati entro i primi mesi del prossimo anno»....
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Carla Parmigiani



