Intervista esclusiva - L'ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana a Cremona per celebrare Sant’Antonio Maria Zaccaria, fondatore dei Padri Barnabiti e ricordare i suoi insegnamenti: «Raccolse il vero bisogno dei giovani di allora. Lo stesso di oggi. I cristiani siano un lievito più coraggioso e incisivo»
«L’opera di Sant’Antonio Maria Zaccaria è quanto mai attuale in una società occidentale segnata dal secolarismo che porta a vivere come se Dio non ci fosse». Questa la convinzione che il Cardinal Bagnasco nutre sull’importanza che anche oggi riveste l’insegnamento del Fondatore dei Padri Barnabiti. La festa dedicata al Santo è stata celebrata mercoledì 5 luglio nella chiesa di San Luca, una delle più antiche della città, con una Messa solenne presieduta dall’ex Presidente della CEI. Forse non tutti sanno che il Cardinale ha un forte legame con la nostra terra, perché, dopo esser nato a Pontevico poco aldilà del confine cremonese, trascorse i primi anni vita a Robecco d’Oglio, paese natio della madre. Il suo percorso ecclesiastico l’ha visto ricoprire ruoli di grande prestigio; ricordiamo in particolare che è stato Arcivescovo di Genova dal 2006 al 2020, diventandone Arcivescovo emerito dall’8 maggio dello stesso anno e Presidente CEI per dieci anni (2007/2017). Ancora molto attivo e impegnato in vari ambiti della Chiesa italiana, ha però accolto con piacere l’invito di Padre Emiliano Redaelli, superiore dei Barnabiti della nostra città che fin dal 1881 gestiscono il convento accanto alla chiesa ed il Collegio universitario. A Sua Eminenza va il nostro grazie per aver accettato di rispondere ad alcune domande...
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Paolo Fornasari
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