Intervista a Maria Carmela Paoletti, che racconta la sua vita nell'Esercito
l 20 ottobre del 1999, con la legge numero 380, l’Italia si allineava ai Paesi della NATO aprendo le Forze armate al reclutamento femminile. In Italia il servizio militare femminile, avviato nell’anno 2000, costituisce uno dei grandi cambiamenti che hanno segnato il profondo processo di trasformazione del mondo militare dell’ultimo ventennio. Delle prospettive all’interno delle Forze Armate, dell’integrazione con i colleghi di sesso maschile, della conciliazione fra famiglia e lavoro abbiamo parlato con una giovane soldatessa in forze alla Caserma Col di Lana presso il 10° Reggimento Guastatori di Cremona, il Graduato Maria Carmela Paoletti.
Quando ha deciso di indossare la divisa?
«La mia aspirazione ad indossare la divisa e dunque ad entrare a far parte dell’Esercito risale a quando ancora frequentavo il liceo, avevo già le idee ben chiare su cosa avrei voluto fare “da grande” perché in quel mio sogno vedevo l’opportunità di vivere un’esperienza unica, avere la mia indipendenza e di temprare la mia persona mediante le sfide che questo lavoro mi avrebbe presentato, infatti ho partecipato al concorso come VFP1 nell’Esercito nel 2015, dando inizio così alla mia carriera».
«La mia aspirazione ad indossare la divisa e dunque ad entrare a far parte dell’Esercito risale a quando ancora frequentavo il liceo, avevo già le idee ben chiare su cosa avrei voluto fare “da grande” perché in quel mio sogno vedevo l’opportunità di vivere un’esperienza unica, avere la mia indipendenza e di temprare la mia persona mediante le sfide che questo lavoro mi avrebbe presentato, infatti ho partecipato al concorso come VFP1 nell’Esercito nel 2015, dando inizio così alla mia carriera».
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