Intervista a Fabiola Barcellari, infermiera, candidata per il PD alle prossime Regionali
«La mia campagna elettorale sarà in mezzo alle persone, alla base ci sarà l’ascolto dei cittadini con i loro bisogni, le loro richieste...». Così intende muoversi Fabiola Barcellari, 48enne cremonese, candidata del Partito Democratico alle prossime elezioni regionali. Infermiera dal 1997, dal 2019 è consigliera comunale a Cremona.
Come nasce la sua passione per la politica?
«La mia prima tessera, quella del PDS di Cremona, poi DS, risale a quando avevo ventitré anni. Ho, quindi, fondato insieme ad altri compagni il primo Comitato per l’Ulivo a Cremona e poi il PD. Da lì è iniziata la mia storia e il mio attivismo fino ad arrivare all’attuale presenza in Consiglio Comunale, frutto di un consenso maturato con l’ascolto e la presenza tra i cittadini. Il mio interesse per la politica è stato naturale e, come tutte le passioni, è nato dal cuore e dal mio essere, anche se quando ero bambina alla domenica ci portavano a casa “L’unità” e probabilmente qualcosa da lì ha cominciato a prendere forma. Così è stato anche per la scelta della professione: la mia famiglia non era d’accordo, ma per me è stata naturale, perché, dopo aver vissuto la malattia della mamma, volevo essere di aiuto, occuparmi delle persone in difficoltà e curarle per farle tornare a star bene. Sono cresciuta in un contesto popolare, dove le difficoltà mi hanno fatto crescere con valori di responsabilità e di presa in carico dei problemi e delle questioni da risolvere. Da tutto questo nasce il mio essere per una politica vera, che sappia stare dalla parte dei cittadini, cogliendone bisogni e aspettative. La scelta della mia candidatura è arrivata dopo la proposta del segretario cittadino del PD, Luca Burgazzi, e dopo un confronto interno».
«La mia prima tessera, quella del PDS di Cremona, poi DS, risale a quando avevo ventitré anni. Ho, quindi, fondato insieme ad altri compagni il primo Comitato per l’Ulivo a Cremona e poi il PD. Da lì è iniziata la mia storia e il mio attivismo fino ad arrivare all’attuale presenza in Consiglio Comunale, frutto di un consenso maturato con l’ascolto e la presenza tra i cittadini. Il mio interesse per la politica è stato naturale e, come tutte le passioni, è nato dal cuore e dal mio essere, anche se quando ero bambina alla domenica ci portavano a casa “L’unità” e probabilmente qualcosa da lì ha cominciato a prendere forma. Così è stato anche per la scelta della professione: la mia famiglia non era d’accordo, ma per me è stata naturale, perché, dopo aver vissuto la malattia della mamma, volevo essere di aiuto, occuparmi delle persone in difficoltà e curarle per farle tornare a star bene. Sono cresciuta in un contesto popolare, dove le difficoltà mi hanno fatto crescere con valori di responsabilità e di presa in carico dei problemi e delle questioni da risolvere. Da tutto questo nasce il mio essere per una politica vera, che sappia stare dalla parte dei cittadini, cogliendone bisogni e aspettative. La scelta della mia candidatura è arrivata dopo la proposta del segretario cittadino del PD, Luca Burgazzi, e dopo un confronto interno».
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Paolo Fornasari

