L'intervista - Marco Pedretti, Segretario Generale della Cgil, sul futuro del Paese e del territorio. Sabato 16 ottobre in piazza anche una delegazione proveniente da Cremona: «Il Covid ha portato lutti e sofferenze, malesseri che non possiamo trascurare»

Marco Pedretti, Segretario Generale della Cgil Cremona, era in piazza a Roma sabato 16 ottobre insieme ad una delegazione cremonese della stessa Cgil, oltre a quelle di Cisl Asse del Po e Uil Cremona Mantova. Partendo dalle ragioni dell’evento di piazza, Pedretti traccia un quadro della situazione attuale e degli sviluppi futuri.
Perché è stato importante manifestare a Roma sabato 16 ottobre?
«La manifestazione di sabato scorso è stata una naturale conseguenza dell’assedio squadrista alla nostra sede nazionale di Roma di sabato 9 ottobre. Cgil, Cisl e Uil hanno immediatamente deciso di rispondere a questo atto violento e intimidatorio e che fosse opportuna un’iniziativa di piazza, perché l’indignazione di tanti lavoratori, pensionati e i molti messaggi di vicinanza e solidarietà potessero trasformarsi in un chiaro messaggio al Paese: mai più fascismi. Abbiamo chiesto lo scioglimento, come prevede la nostra costituzione, di quelle organizzazioni che si rifanno al fascismo, utilizzando costantemente comportamenti aggressivi, discriminatori e basati sull’uso indiscriminato della forza e della sopraffazione. Noi siamo per salvaguardare sempre i principi della Costituzione, a partire dalla libertà di manifestare e di esprimere le proprie idee ma nel rispetto delle diversità di opinione»...
«La manifestazione di sabato scorso è stata una naturale conseguenza dell’assedio squadrista alla nostra sede nazionale di Roma di sabato 9 ottobre. Cgil, Cisl e Uil hanno immediatamente deciso di rispondere a questo atto violento e intimidatorio e che fosse opportuna un’iniziativa di piazza, perché l’indignazione di tanti lavoratori, pensionati e i molti messaggi di vicinanza e solidarietà potessero trasformarsi in un chiaro messaggio al Paese: mai più fascismi. Abbiamo chiesto lo scioglimento, come prevede la nostra costituzione, di quelle organizzazioni che si rifanno al fascismo, utilizzando costantemente comportamenti aggressivi, discriminatori e basati sull’uso indiscriminato della forza e della sopraffazione. Noi siamo per salvaguardare sempre i principi della Costituzione, a partire dalla libertà di manifestare e di esprimere le proprie idee ma nel rispetto delle diversità di opinione»...
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Mauro Taino

