Paola Orini, dirigente scolastico del Galilei di Crema: «Puntiamo sull’applicazione tradizionale degli studenti»
Può essere uno strumento utile e di arricchimento, ma non va usata in modo improprio. In estrema sintesi è il giudizio espresso da Paola Orini, dirigente scolastico dell’Istituto Galilei di Crema, sull’intelligenza artificiale, che – inevitabilmente – è arrivata anche tra i banchi di scuola. La Orini è a capo dell’istituto di istruzione superiore che comprende anche il Liceo delle scienze applicate dove la matetica è materia fondamentale. Perché proprio questa materia è stata frutto di un esperimento citato dal Digital Education Outlook dell’Ocse: l’accesso a strumenti di intelligenza artificiale generativa ha fatto schizzare le prestazioni in matematica degli studenti di circa il 48%. Ma quando l’Ai viene tolta il rendimento crolla: - 17%.
Non una posizione di comodo, quella delle dirigente scolastica, ma il frutto dell’osservazione avvenuta in questi ultimi anni e del confronto con i docenti. Non solo quelli di matematica. «Mi metto a metà tra chi sostiene che sia un danno a prescindere e chi invece ne benedice l’utilizzo. Ritengo che là dove ci siano già le basi, in matematica come nelle altre materie, l’AI può essere un arricchimento. Essenziale però, e torno a sottolinearlo, che ci siano le basi».
La matematica, così come le scienze, sono materie fondamentali nel Liceo Scienze Applicate. «E’ da pochi anni che si fa una gran uso dell’intelligenza artificiale. Gli studenti che hanno fatto in tempo ad apprendere le basi del calcolo e del ragionamento possono ora beneficiarne. Ma se la contrario l’AI viene utilizzata in modo improprio nel primo ciclo di studi, (...)».
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 19 FEBBRAIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT








