Francesco Galletti, docente di Matematica all'Aselli: «L'AI aiuta a connettere la teoria dei libri con la complessità del reale
“L’obiettivo non è vietare la calcolatrice del futuro, ma assicurarci che i ragazzi sappiano ancora leggere i numeri che appaiono sullo schermo”. Questa la frase che Gemini ha suggerito a Francesco Galletti, insegnante di matematica al liceo scientifico Aselli di Cremona, che afferma di condividerla pienamente, come dimostrano le sue risposte.
Come facilita lo svolgimento del suo lavoro l’uso dell’IA?
«Generalmente non utilizzo l’intelligenza artificiale durante la lezione frontale, ma è diventata un’alleata preziosa “dietro le quinte”. La impiego, infatti, per costruire scenari e “compiti di realtà“ che siano davvero vicini al vissuto degli studenti, ma creare problemi matematici o logici che non siano astratti, bensì calati in contesti attuali e stimolanti, richiede tempo. Ecco quindi che l’IA mi permette di generare queste strutture rapidamente, dandomi la libertà di personalizzare gli esercizi in base agli interessi specifici della classe e integrando, là dove necessario, quanto proposto dal libro di testo. Inoltre, mi capita sempre più spesso di sottoporre le mie stesse verifiche all’IA per vedere come si comporta. Anche se non è sempre all’altezza delle aspettative, noto che gli output sono in costante miglioramento. Posso permettermi questo test in totale sicurezza perché, con l’account scolastico, Gemini non utilizza i nostri scambi per l'addestramento: ho quindi la certezza che i miei esercizi non verranno riproposti come esempi ad altri utenti».
Come guida i suoi studenti a un suo uso corretto?
«Quando chiedo agli studenti di produrre presentazioni o approfondimenti, materiali che spesso faranno parte del loro percorso verso la maturità, sono consapevole che molti (...)».

LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 19 FEBBRAIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Paolo Fornasari








