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«Così possiamo ottenere più competenze argomentative»
Front view of two young couples with mobile phone
Domenico Brunetto, docente di Matematica al Politecnico: «Questo è il potenziale su cui lavoriamo»
Studenti, attenti! Se pensate di poter evitare la fatica di fare i compiti, affidandoli all’intelligenza artificiale, vi sbagliate e di grosso! Per almeno due motivi. Innanzi tutto, perché ci sono programmi, che consentono agli insegnanti di verificare se i testi siano vostri o se siano stati copiati da GenAI; e poi perché a volte anche i computer sbagliano. È quanto si evince dalle parole del prof. Domenico Brunetto, docente di Matematica presso il Politecnico di Milano.
Professore: l’intelligenza artificiale è una “stampella” o un “complice” per lo studente?
«I matematici direbbero che questa è una “domanda malposta”, nel senso che tutto può essere supporto e può essere complice, dipende dall’educazione ricevuta e dall’uso che se ne fa. I nostri studi evidenziano come l’intelligenza artificiale possa essere di aiuto nello sviluppare alcuni tipi di competenze matematiche, ma ci sono pro e contro, come in qualsiasi altro tipo di innovazione. Ciò a cui bisogna fare attenzione e su cui occorre lavorare assieme agli insegnanti ed alle istituzioni è fare in modo che non ci sia da parte dei ragazzi la cosiddetta “delega cognitiva”. Faccio un esempio: se uso la calcolatrice per evitare di fare i conti, questo non mi permetterà di sviluppare questa competenza: se invece la uso per confermare la stima del conto che ho fatto, questo mi permetterà di svilupparla».
Insomma, via libera all’uso, non all’abuso…
«Sì. Del resto, molti studi recenti hanno fatto emergere come gli studenti più bravi ad utilizzare correttamente l’intelligenza artificiale, quelli cioè che non si (...)».

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Mauro Faverzani






