Uil. Il segretario Germano Denti: «La retribuzione in Italia, purtroppo, è la meno spendibile in Europa»
La legge che introduce il principio del “salario giusto” non è, secondo il coordinatore territoriale della UIL cremonese Germano Denti, un atto risolutivo, ma un passaggio che può cominciare a mettere dei paletti per contenere annose problematiche che investono il mondo del lavoro.
Come giudica la legge sul salario giusto?
«Bisognerebbe capire cosa intendiamo con salario giusto, altrimenti si finisce col parlare di un argomento senza conoscerlo. Premesso questo, il discorso del salario giusto si riferisce alle categorie che non hanno contratto e la richiesta della piattaforma formata dai tre sindacati maggiori è che in situazioni anomale venga applicato il contratto maggiormente rappresentativo. Faccio un paio di esempi banali, ma che possono aiutare a capire: in un’azienda metalmeccanica non si può applicare il contratto delle cooperative; per i rider e i braccianti, sfruttati come cani, deve essere applicato un salario giusto con parametri di riferimento contrattuali, non due euro all’ora. Venendo al giudizio sulla legge, riteniamo che non sia un atto risolutivo ma è comunque un passo in avanti e finalmente si è aperta una discussione. Diciamo quindi che la legge è un passaggio che, se non altro, ci permette di mettere dei paletti, perché, per fare un altro esempio, in un ristorante cinese come si fanno a pagare quindici persone? Si dovrebbe cominciare perciò a fare controlli mirati, ma poi si dice che non ci sono gli ispettori … Così si finisce col vedere solo ciò che fa comodo e questo è un errore clamoroso. Si dovrebbe invece controllare che vengano fatti contratti regolari e siano rispettate le norme sulla sicurezza … ma qui si apre un altro ambito che direi costituisce prima di tutto un problema culturale».
Come hanno deciso di comportarsi i tre maggiori sindacati?
«Le tre sigle sindacali maggiormente rappresentative hanno fatto bene a creare una piattaforma unitaria: considerate le diverse sensibilità, è stato giusto avviare sempre una discussione e poi uscire con un unico intento, adattato alle varie sfumature di pensiero».
E’ stato importante che la premier sia venuta al congresso Uil?
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Paolo Fornasari








