

Focus
Confartigianato Stefano Trabucchi: «Positiva l’importanza riconosciuta alla contrattazione»
«Bene, ma con alcuni nodi»
Stefano Trabucchi (Confartigianato): Incremento legato ai rinnovi graverebbe in modo eccessivo sulle imprese
«La conversione del Decreto Primo Maggio? Una legge che Confartigianato ha sostenuto e a cui ha contribuito, in rappresentanza degli artigiani e delle piccole e medie imprese».
Parole pronunciate da Stefano Trabucchi, presidente di Confartigianato Imprese Cremona e che riflettono la posizione ufficiale dell’associazione. Trabucchi prosegue: «È un passo che andava fatto, il salario giusto rappresenta un obiettivo condiviso. Il parere di Confartigianato è complessivamente positivo, pur con qualche criticità che la rappresentanza nazionale ha già portato all’attenzione del governo».
Le problematiche a cui fa riferimento il presidente dell’organizzazione locale si individuano principalmente nell’incremento retributivo previsto in caso di scadenza dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. A nove mesi dal termine della loro validità, infatti, dal 1° gennaio 2027 la legge n. 62/2026 prevede un adeguamento automatico pari al 50% dell’indice di inflazione (cifra maggiorata del 20% rispetto al testo del decreto). Un peso che graverebbe in modo eccessivo sulle imprese, secondo Trabucchi. Pur nella convinzione che l’importanza riconosciuta alla contrattazione collettiva costituisca di per sé il tracciato da seguire: «Nei contratti risiede una parte importante del nostro rapporto con i sindacati e i dipendenti – afferma –, non riguardano soltanto gli aumenti di stipendio, ma anche altri aspetti importanti, come il welfare, l’assistenza sanitaria, la bilateralità… In questo scenario, l’introduzione del salario giusto livella gli accordi in conformità al costo attuale della vita».
Se i bonus e gli incentivi alle assunzioni ricalcano le orme del Decreto Coesione del 2024, tra le principali novità del Decreto Primo Maggio si conta proprio la valorizzazione dei Ccnl come riferimento per accedere agli incentivi previsti dalla legge. In sostanza, soltanto le aziende che si allineano ai Ccnl di riferimento possono sbloccare gli sgravi contributivi menzionati nella norma. Alcune difficoltà, però, saranno difficili da risolvere nel breve periodo: «Il settore dell’artigianato deve fare i conti con il sistema produttivo, un carico fiscale alto, oneri burocratici e costi di formazione significativi – racconta il Presidente di Confartigianato Imprese Cremona –. Gli incentivi alle assunzioni possono essere utili, ma dovrebbero essere accompagnati da una riduzione del costo del lavoro attraverso un taglio del cuneo fiscale, evitando al contempo di appesantire ulteriormente gli adempimenti burocratici».
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Francesco Gamba






