L’esperienza bresciana: i consigli utili in un articolo di Stefano Karadjov
Alcuni consigli utili per una città chi si candida a capitale italiana della cultura. Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei, li propone proprio questa settimana in un articolo sulla rivista online “Territori della cultura”. Brescia è stata, assieme a Bergamo, capitale nel 2023. Un successo che ha superato tutte le capitali delle precedenti edizioni, ovvero dal 2015. Brescia è stata anche capace di valorizzare l’exploit del 2023 con un piano strategico della cultura, curato personalmente dal sindaco.
Da che pulpito viene la predica? Stefano Karadjov ha 46 anni, è genovese, è stato nominato direttore dei Musei bresciani nel 2019. Il cognome è di origine bulgara: era stato infatti il nonno a decidere di venire a studiare all’Università in Italia. È sua la teoria che i musei non sono templi, devono muoversi ed entrare in gioco. E devono essere aperti a migranti, disoccupati ed emarginati. In effetti, all’ora della chiusura, partono altre attività didattiche, concerti e camp per i più piccoli e dei seminari di iniziazione culturale.
Il titolo dell’articolo è “Successo dopo il successo” ed è l’indicazione di una strategia per fare in modo che l’anno di capitale della cultura non sia un fuoco di paglia, ma abbia effetti duraturi.
Il direttore spiega che è decisiva l’osmosi con il sistema produttivo locale. Scrive: “La Capitale della Cultura deve riuscire a costruire, dal giorno zero dell’avvio candidatura, prima ancora dell’assegnazione definitiva, legami solidi con il sistema produttivo locale...
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Paolo Carini









