Capitale della Cultura. Ilaria Morganti (“Itinerari paralleli”), illustra le tre fasi di questo percorso
La rincorsa è da prendere coi tempi giusti e le fasi per costruire un progetto convincente da calibrare bene. Come ci si arriva, senza improvvisare, a un appuntamento come quello di candidati a Capitale della cultura 2029? Mettendosi nelle mani di chi sa farlo. “Itinerari paralleli” è un’impresa sociale che da tempo accompagna nell’ideazione, progettazione e realizzazione di contenuti culturali i soggetti istituzionali e non che lo richiedono. Lo fa con un metodo preciso: innescare processi di integrazione, aggregando competenze e sistemi complementari, che, nel flusso quotidiano di lavoro, si muovono a compartimenti stagni, ma che, proprio sfruttando il metodo-Itinerari, imparano a lavorare insieme. Nel novero delle esperienze, questa impresa sociale vanta la vittoria di Pordenone a Capitale della cultura 2027. Ma non è la sola da cui attingono, anzi. Con Ilaria Morganti, co-founder di “Itinerari paralleli”, abbiamo ripercorso le tappe del lavoro utilizzato per la città friulana e che è già partito anche per Cremona.
«L’avvio è sempre dedicato all’esplorazione e all’ascolto del territorio – dice Morganti –. È una fase necessaria per conoscerlo e coinvolge la parte politica, tecnica, i settori culturali e sociali, gli imprenditori, insomma tutte le realtà che sono portatrici di interessi e di un potenziale contributo di idee e di proposte. È una conoscenza molto di dettaglio, che richiede tempo e che noi affrontiamo da soggetti esterni...
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Cristiano Guarneri









