Cosa prevede (e a che punto è) la proposta della Commissione europea
Stretta sull’utilizzo dei social network in tutti gli Stati dell’Ue. È la proposta studiata e illustrata dalla Commissione europea che va sotto il nome di Eu Kids Art e che vieta alle piattaforme di social media di consentire l'accesso ai minori di 13 anni e stabilisce un'età minima nei Paesi membri (15 anni) per l'apertura di un account personale, garantendo così un approccio graduale. Al momento l'atto è una semplice proposta di regolamento. Per diventare legge dovrà seguire il normale iter di discussione ed essere formalmente approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo.
Nel frattempo, la Commissione sta raccogliendo riscontri. L’obiettivo è avere contributi da minori, genitori, tutori, insegnanti ed educatori, nonché dalle piattaforme online oggetto della proposta, basandosi sull’ampio spettro di dati pubblici di cui la Commissione si è avvalsa nell’elaborare la proposta, tra cui la relazione dei copresidenti del gruppo speciale sulla sicurezza online dei minori, consultazioni specifiche con minori, genitori ed educatori e la ricerca sulle esperienze online dei minori redatta nel 2026. Il periodo di raccolta del feedback si chiude il prossimo 26 novembre. Tutte le risposte ricevute saranno sintetizzate dalla Commissione europea e presentate al Parlamento europeo e al Consiglio con l’obiettivo di alimentare il dibattito legislativo.
Tra i passaggi più rivoluzionari, oltre ad un limite d’età ancora più stringente, c’è l’onere della prova. Il Kids Act lo inverte: d'ora in poi, saranno i fornitori di servizi a dover dimostrare che ciò che offrono è sicuro fin dalla progettazione e adeguati all’età. «Oggi i nostri figli interagiscono con le tecnologie più sofisticate mai create. Tecnologie che non sono state concepite pensando al loro benessere. Il nostro Kids Act inverte l'onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione. Inoltre, restituiamo ai genitori un ruolo centrale, fornendo loro gli strumenti per aiutare i figli a muoversi in un mondo online più sicuro», ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
1. Differimento dell'accesso ai social media
L'Eu Kids Act propone che i bambini di età compresa tra i 3 e i 13 anni non possano accedere ai social media, ma possano utilizzare servizi di condivisione video appositamente concepiti per loro, tramite account gestiti dal tutore. A tal fine, le piattaforme devono offrire a genitori o tutori uno strumento di facile utilizzo per limitare l'uso del dispositivo dell'adulto ai soli servizi adatti ai bambini - quando il dispositivo viene affidato a loro - e per limitare l'esposizione del minore a un massimo di un'ora al giorno. Solo a partire dai 15 anni di età sarà possibile creare account autonomi sui social media. Per i minori di età compresa tra i 13 e i 15 anni, la proposta prevede il controllo parentale, consentendo ai tutori di creare “mini-account” accessibili tramite l’account del tutore stesso. Ciò permetterebbe loro di accedere a social media e piattaforme di condivisione video adeguati alla loro età. Inoltre, i servizi disponibili tramite i mini-account devono essere progettati includendo misure di tutela, come la limitazione dei contatti sociali e del tempo trascorso davanti allo schermo (massimo un'ora al giorno), riconoscendo così il ruolo dei tutori nel sostenere uno sviluppo autonomo e sicuro dei figli online.
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Redazione

