Focus

«No, non sostituisce i genitori, anzi: tutela i minori»

Portrait of a group of students having fun with smartphones after class.

Lo studente Michele Iondini, 23enne iscritto a Giornalismo a Parma, commenta la misura europea

Chi riguarda il Kids Act? I giovanissimi, chiaro, ma non solo. La proposta della Commissione Europea si va a inserire in un ecosistema digitale e sociale complesso, sviluppatosi negli ultimi decenni. I primi nativi digitali, o generazione Z, pur immersi nelle nuove tecnologie hanno potuto assaggiare, in parte, la vita senza dispositivi, maturando così un punto di vista inedito e non ideologico. È il caso di Michele Iondini, ventitreenne cremonese laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università Statale di Milano, ora studente di Giornalismo a Parma in magistrale. «Mi sembra una misura severa, ma non sbagliata – esordisce –. I tredici anni penso si possano ritenere un'età adeguata a possedere uno smartphone, io ad esempio l'ho avuto a dodici. L'Unione Europea non è la prima volta che attacca le grandi corporation come Google e Facebook, si è già spesa per la protezione degli utenti; la sua, quindi, mi sembra una posizione coerente».
Tra le piaghe digitali che la proposta cerca di colpire, quali sono le più pericolose?
«Il primo pensiero può andare al cyberbullismo, ma tutto ciò che riguarda la sicurezza fin dalla progettazione dei social network è altrettanto nocivo. Nel Kids Act questo viene chiamato “Safety-by-design”: il doomscrolling, la ripetizione automatica e illimitata di contenuti che avviene su TikTok e altre piattaforme, ne è un esempio. Il fine, chiaramente, è indurre una dipendenza dal social. Un altro fenomeno grave è la profilazione: all’utente vengono proposti solamente contenuti che confermino le sue opinioni pregresse, contribuendo a creare un’eco-chamber che può contribuire a intaccare lo spirito critico di un ragazzino, proprio negli anni in cui dovrebbe formarsi».
Genitori e piattaforme social: in che proporzione andrebbe divisa, idealmente, la responsabilità del raggio d’azione digitale per gli under 15?
(...)
Michele Iondini
Michele Iondini
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Francesco Gamba
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