

Focus
Per provare a venirsi incontro
Alcuni momenti dello spettacolo “Il nemico. Storia contro la guerra”, tratto dal libro di Davide Calì e portato in scena al Teatro Monteverdi dalla Compagnia dei Piccoli [foto Alessandro Gerevini]
“Il nemico”, lo spettacolo della Compagnia dei Piccoli: una parola buona, un gesto gentile, una luce
Il teatro come luogo di pace. «Intanto, come occasione di ascolto, tra attori ma anche tra attori e pubblico. Come strumento di democrazia: ognuno è parte di una storia comune rispetto alla quale condivide delle emozioni. E, infine, come spazio di conflitto ma “buono”: in scena si compie sempre una lotta. Interiore, nel caso del monologo o tra intenzioni diverse». Dunque, per Mattia Cabrini, regista della Compagnia dei Piccoli, il teatro rappresenta una lingua comune che, alimentandosi di empatia, può parlare di pace. «Il regista – continua - sa che senza conflitto non c’è scena. Un conflitto che a teatro si gioca, si sperimenta e si attraversa». Fino a stemperarsi.
Lo hanno sperimentato al Teatro Monteverdi i bambini e le famiglie cremonesi in occasione dello spettacolo Il nemico. Storia contro la guerra , appuntamento del Giro d’Italia per la pace 2026. Tratto dal libro di Davide Calì illustrato da Serge Bloch, Il nemico racconta la storia di due soldati nemici che vivono isolati, nel deserto, in due buchi contrapposti. Una notte, uno dei due decide di raggiungere l’altro. Dentro la buca non trova il soldato ma le sue cose personali così simili alle proprie; diversi ma uguali tanto che ritornato nella sua buca, decide di inviargli un messaggio di pace in bottiglia.
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Carla Parmigiani





