Giovanni Gusberti, classe 1948, dà lezione alla scuola Campi sulle meraviglie del Po
Il “Ciòfi” aveva l’agitazione tipica dei bambini prima della recita di fine anno. Una specie di insicurezza che viene anche a un classe 1948 come lui, nonostante tre alluvioni che può raccontare da scampato e le fiabe narrate centinaia di volte nelle scuole elementare e materna del suo paese. Eppure lui c’era, martedì scorso, all’istituto Campi di Cremona, sebbene si sentisse inadeguato: «Non posso mica incantarli con le solite storielle», diceva. «Alle Medie sono già dei ragazzini».
Varcato l’ingresso della scuola, il “Ciòfi” scioglieva la tensione con qualche passo nel corridoio a piano terra, mai troppo distante dal tavolo su cui aveva appoggiato la cartella con gli appunti e i disegni.
Nato, vissuto e tuttora residente a Stagno Lombardo, Giovanni Gusberti è per tutti “nonno Gio”, anche se tra le generazioni più attempate è conosciuto con quel nomignolo le cui origini si sono perse nel tempo: “Ciòfi”. Amante della pesca in acqua dolce («Poi ributto tutto nei bodri e nel Po»), autore di libri sulla storia di Stagno, pittore autodidatta e fotografo, nonno Gio è una miniera di esperienze che non tiene mai per sé. Animo pacifico e ironico, ha sete di una bellezza che sa di poter trovare nei luoghi dove ha sempre vissuto. Nella scuola di via Gioconda, ha tenuto una lezione agli alunni della 1ªC sulle meraviglie del Po, le stesse che fanno da cornice alle storie di Giovannino Guareschi, di cui il “Ciòfi” detiene le prime edizioni di alcuni libri. (...)

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Cristiano Guarneri








