Focus

«Le priorità per il Paese sono altre»

Legge elettorale. Biondi (Italia viva): «Serve equilibrio tra rappresentanza e governabilità»

Idee molto chiare sulla riforma della legge elettorale, come sulle posizioni del suo partito, quelle del presidente provinciale di Italia Viva Giovanni Biondi, in carica dall’ottobre 2023.
Come valuta la riforma della legge elettorale, in particolare per quanto riguarda la soglia di sbarramento?
«Come nostra premessa, riteniamo discutibile diventi prioritario dibatterne visti tutti gli altri problemi che abbiamo, per esempio la pressione fiscale e i giovani che fuggono all’estero. Andando nel merito, facciamo notare che la Meloni è sempre stata contrarissima al proporzionale e adesso lo propone. Stessa cosa con le preferenze, oggi non previste mentre lei in passato ne era stata una sostenitrice. Questo dà il senso di una chiara strumentalità».
Quale il sistema preferito da Italia Viva Cremona?
«Personalmente non vedrei male una legge proporzionale con una soglia di sbarramento equilibrata attorno al 4-5% e un premio di maggioranza costituzionale limitato attorno al 5%. L’elemento che farebbe la differenza sono appunto le preferenze per arrivare ad un sistema dove i cittadini scelgano i parlamentari. Dal Porcellum in poi la gente si sente meno rappresentata e la qualità della classe politica è scaduta di molto. Serve perciò una legge che consenta un equilibrio tra rappresentanza da una parte e governabilità dall’altra».
Come commenta il fatto che in Italia si cambi spesso la legge elettorale a differenza degli altri Paesi?
«È purtroppo un malvezzo italiano: la legge elettorale è uno strumento a disposizione della politica, ma che dovrebbe essere condivisa, fatta assieme perché è una regola del gioco. Purtroppo la politica italiana è troppo faziosa, litigiosa e partigiana nel senso negativo del termine il che porta a scegliere la legge elettorale pochi mesi prima del voto, per esserne funzionale: un errore gravissimo che sta facendo questo governo, anche se non è il primo in verità. Il fatto che (...)». 
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Paolo Fornasari
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