Legge elettorale. Bellini (Pd): «I partiti ridotti a poco più che comitati elettorali»
È analista politico di ampia esperienza internazionale: Michele Bellini, a soli 34 anni, ha già un curriculum impressionante. Ha due lauree triennali - una in Management Internazionale presso l’Università Cattolica, l’altra in International Business presso la Northeastern University – ed un Master in International Public Management conseguito a Parigi; ha lavorato per Eurispes, nella direzione della Paris School of International Affairs dell’Università Sciences Po, dal 2021 al 2023 è stato a capo della segreteria di Enrico Letta e nel 2023 è stato nella segreteria particolare del Vicepresidente della Camera. Per un annetto, tra il gennaio 2025 ed il gennaio 2026, è stato anche segretario provinciale del Pd di Cremona. Ha quindi competenze ed esperienza a sufficienza per una valutazione circa il disegno di legge di riforma della legge elettorale, presentato dal governo Meloni.
Secondo Lei, è necessario cambiare il sistema elettorale in Italia?
«Non sono contrario per principio a una riforma. Però una domanda dobbiamo farcela: in trent’anni abbiamo cambiato la legge elettorale quattro volte e stiamo discutendo della quinta. Se continuiamo a intervenire sulle regole del gioco, forse il problema non è soltanto nelle regole. Troppo spesso le leggi elettorali vengono pensate pensando prevalentemente alle convenienze del momento. Ogni maggioranza dichiara di voler (...)».

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Mauro Faverzani




