Silvia Bardelli, coordinatrice dei progetti orti didattici: «I bambini imparano moltissimo”
Una vera e propria “aula a cielo aperto” dove imparare facendo, osservando e sperimentando: gli orti scolastici rappresentano sempre più uno strumento educativo centrale nelle scuole dell’infanzia cremonesi, capaci di coinvolgere bambini, insegnanti e famiglie in un percorso condiviso.
«Ogni volta viene individuata una scuola diversa: quest’anno è toccato al Lacchini, nel quartiere Cambonino», spiega Silvia Bardelli, coordinatrice del progetto per le scuole. «Si tratta di una struttura con un parco molto ampio e adatto a questo tipo di attività. L’obiettivo è ampliare un orto che era già presente. Questa scuola sfrutta un approccio pedagogico innovativo: basti pensare che è stata tra i primi a lavorare con materiali naturali».
Che tipo di esperienza offre ai bambini questo tipo di attività?
«L’orto è strettamente collegato al lavoro sull’outdoor education, che al Lacchini promuoviamo in tutte le condizioni, non solo quando il tempo è bello. I bambini escono anche con il freddo o con la pioggia, attrezzati con stivaletti e abbigliamento adeguato. È un’esperienza molto ricca, anche se spesso i risultati concreti, come la raccolta, arrivano quando la scuola è chiusa. Il progetto viene portato avanti con il supporto delle insegnanti, ma anche grazie al contributo operativo di genitori e nonni».
Un’ipotesi di lavoro di questo tipo è praticabile anche nelle scuole con meno spazio?
«Anche dove gli spazi esterni sono limitati si portano avanti esperienze orticole (...)».
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Laura Bosio







