L’idea di fondersi con Castelleone fu bocciata da Fiesco nel 2018
Era il primo luglio 2018, quando i cittadini di Fiesco, chiamati a votare pro o contro la fusione per incorporazione con Castelleone, bocciarono tale proposta con 350 “no” pari al 59,32% degli aventi diritto. Nelle stesse ore, il 92,32% degli elettori di Castelleone votò invece “sì”, ma, poiché occorreva l’accordo di entrambi i Comuni per poter procedere con l’operazione, senza il consenso di Fiesco, il progetto fallì. Perché? Ripercorriamo quel decisivo passaggio istituzionale assieme all’attuale Sindaco di Fiesco, Nicola Luigi Fava.

Signor Sindaco, quali furono i motivi a favore della fusione?
«La fusione avrebbe potuto portare contributi statali significativi: si parlava di circa 1 milione di euro l’anno per dieci anni destinati al nuovo ente con incentivi per bilanci più robusti. Inoltre, per i primi anni le tasse comunali non sarebbero potute aumentare, anzi sarebbe stato possibile ridurle, grazie agli incentivi previsti da Regione e Stato per i nuovi Comuni unificati...
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Mauro Faverzani









