L’ex sindaco di Pieve d’Olmi, Attilio Zabert: «Perdiamo risorse per colpa dei singoli»
Non sempre i progetti di fusioni fra comuni sono stati visti dai cittadini come qualcosa di positivo per il futuro e quindi non si sono mai realizzati. È il caso, per esempio, di quella che si sarebbe voluta attuare tra Pieve d’Olmi e San Daniele Po, paesi nei quali i cittadini nel 2023 bocciarono la proposta, con 422 no a fronte di soli 122 sì nel referendum che era stato indetto.
Attilio Zabert, all’epoca sindaco di Pieve d’Olmi al terzo mandato, e sostenitore dell’unione, ci aiuta a capire meglio il perché di quel risultato e di come sarebbero andate le cose se avessero vinto i sì.

Quale è stata la causa della mancata fusione?
«Abbiamo puntato su dati tecnici non capiti, mentre gli avversari hanno parlato alla pancia degli elettori sostenendo che San Daniele avrebbe portato anche Pieve d’Olmi in bancarotta e questo ha fatto molta presa. Oggi ci ritroviamo con due amministrazioni senza soldi con la conseguente perdita di tante occasioni, un problema che, comunque, è diffuso perché manca la volontà politica»...
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Paolo Fornasari









