Stefano Storti (Storti Group): «Calo dell'occupazione? No, nel nostro comparto manca personale»
Trasportatori, spedizionieri e concessionari, dentro e fuori l’Italia. Quella del Gruppo Storti, nato nel 1945, con sede a Piadena Drizzona, è una realtà che si occupa di trasporti a 360 gradi.
Ne abbiamo parlato con Stefano Storti, direttore incaricato della supervisione e dello sviluppo delle attività del Gruppo, di cui anche Trasporti Pesanti è parte. Con lui abbiamo parlato dell’azienda e dello stato di salute del settore, con uno sguardo all’attuale mercato del lavoro in provincia di Cremona.
«La storia della nostra azienda parte nel secondo dopoguerra, grazie a mio nonno – racconta Storti –. Da lì, si è passati a una prima formula di intermodale, che ha permesso il trasporto, attraverso mezzi speciali, dei vagoni dalle stazioni ai clienti, quindi, in pratica, il trasporto ferroviario a chi non aveva i binari in casa».

Un sistema che è durato fino ai primi anni Duemila. «Le Ferrovie dello Stato hanno disinvestito sul trasporto merci e allora si sono sviluppati altri tipi di mezzi eccezionali – ha aggiunto –. Ma nella ferrovia si è sempre creduto: abbiamo infatti investito in un terminal a Piadena. Abbiamo inoltre diversificato il nostro servizio con trasporti convenzionali, con spedizioni a carico completo e a carico parziale, nazionale e internazionale. Queste esperienze ci hanno portato ad essere scelti da gruppi siderurgici per la gestione delle loro attività logistiche e si è così sviluppato il settore delle spedizioni. Poi, per essere efficienti nella gestione del parco veicolare, siamo diventati officine concessionarie, in modo da avere i mezzi sempre sicuri, efficienti e manutenuti».
Venendo all’attualità, è stato pubblicato il rapporto relativo al mercato del lavoro in provincia di Cremona nel 2025. Si registra un leggero calo nel tasso di occupazione. È così anche nel vostro comparto e, in particolare, nella vostra realtà?
«No, nel nostro comparto il lavoro non manca. Quello che manca è proprio il personale, a tutti i livelli: mancano autisti, mancano manager, mancano commerciali, mancano amministrativi, mancano informatici, mancano meccanici, manca veramente di tutto. Quindi il nostro problema è proprio l’opposto...
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