Rosario Collovà, co-titolare di Cec, in via Sesto: «Organizzare bene il tempo, essere chiari e rapidi»
«Finché parlo di puntine e di candele, ho l’impressione di essere capito. Quando scendo nel dettaglio di componenti elettronici da sostituire, mi rendo conto che l’interlocutore fatica a seguirmi. Qualcuno mi dice: “Guardi, lasci stare che non ci capisco niente. Mi fido di lei”. Qualcun altro sostiene di aver capito, ma le sue osservazioni non sembrano pertinenti. In realtà, si cerca di spendere il meno possibile per l’auto e c’è chi pensa che io cerchi di fregarlo, in qualche modo». Rosario Collovà, 56 anni, è co-titolare con Andrea Delfini, dell’officina Cec di via Sesto. L’azienda ha una forza lavoro di 6 meccanici e due impiegati. Se ne vedono 3, di solito, ma uno è il proprietario. Il suo primo giorno in officina risale al maggio 1988. Ancora oggi, dopo 38 anni, il suo orario di lavoro varia tra le 9 e le 11 ore. Qualche volta, en passant, salta il pranzo per allenarsi nella corsa di montagna. Ultima impresa l’11 aprile con un trial all’isola d’Elba: 28 km di corsa e 1600 metri di dislivello da colmare. E in cima, una ferrata indicata all’ultimo minuto.

Come è cambiata l’officina da 30 anni a questa parte?
«La storia della Cec parte da più lontano, ma è la dimostrazione dell’evoluzione di un’officina. Cec sta per Carburatore Elettrauto Condizionatori e delinea l’attività dei primi anni. È stata la prima officina cremonese a installare condizionatori e i primi lavori da elettrauti hanno via via abbracciato anche la sfera meccanica. Oggi c'è una continua evoluzione. Ma la prima differenza che mi viene in mente è che io, da operaio, ogni tanto ricevevo una mancia. Adesso i miei meccanici, se la sognano. Vero, le fatture hanno importi più elevati ed è probabile che crescano ancora...
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Paolo Carini


