Maria Paola, coordinatrice della Primaria “Sacra Famiglia”, cita il Papa per dire cos’è l’educazione
Inutile negarlo: sulla figura dell’insegnante pesa, nell’immaginario collettivo, un luogo comune, quello di una professione che può far conto su vacanze prolungate in estate, a Natale e Pasqua. Ma non è proprio così, la realtà è un’altra, come ci spiega la dottoressa Maria Paola, coordinatrice della Scuola Primaria Paritaria “Sacra Famiglia” di Cremona.
Vogliamo sfatare questo luogo comunque, dunque?
«Le sospensioni delle lezioni non sono automaticamente “vacanza” per gli insegnanti: fino a fine giugno e dal primo settembre ci sono scrutini, formazione, progettazione... Nelle scuole paritarie in realtà, gli insegnanti spesso sono impegnati anche in estate oppure prestano, durante l’anno scolastico, un monte ore aggiuntivo a quello settimanale, che va a “compensare” le ore del mese di luglio. Ma bisogna specificare che le ore in classe sono solo una parte del lavoro delle maestre e dei maestri; le lezioni vanno preparate, i compiti corretti e ci sono le udienze, i colloqui con gli specialisti, le riunioni,...».
Cosa comporta insegnare oggi, in una società tanto complessa?
«L’educazione è sempre stata una “sfida”, nessuna generazione ha semplicemente proseguito nel solco di quella precedente, ma si è sempre dovuta riappropriare di quanto le veniva trasmesso, rimettendolo in discussione. Vero è che il presente vede una vera emergenza educativa, perché il bisogno di senso, la mancanza di una “rotta”, non riguarda i ragazzi, ma gli adulti stessi. Il sentimento dominante sembra essere l’ansia...
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Mauro Faverzani


