Carlo Ferrari, 21 anni, di Cremona: «Il futuro è dei giovani, prendiamolo con le unghie e coi denti»
«Quello che un giovane vuol fare, lo scopre vivendo». Pulsa di questa intraprendenza tutto il dire e il gesticolare di Carlo Ferrari, 21enne di Cremona, al terzo anno di Comunicazione e media a Parma, che si autodefinisce «una persona come tutte, anche se spesso mi affibbiano il titolo di portavoce». Sarà pure così, ma in Carlo c’è un’esplosività rara a vedersi in chiunque, non importa a quale età.
Quando parla delle esperienze vissute e butta l’occhio sul domani, è come se non lo scalfisse mai l’idea che la realtà tradisce. Anzi, proprio «vivendo» se ne scopre sempre di più la bellezza e, soprattutto, dove ognuno di noi vi si può collocare. In quel «vivendo» sta la maturità di questo giovanissimo cremonese: significa innanzitutto non temere di sbagliare, di osare, di tentare. E invece, di frequente, sulla testa dei giovani grava una cappa che ne blocca le aspirazioni e le energie. «Tanti adulti ci corrono dietro per dirci: devi sapere già cosa fare. Del mio futuro – spiega Carlo – io so che continuerò nel mondo della comunicazione, ma magari in una forma diversa da quella che immagino ora. I desideri si modificano. Quando ero più piccolo mi piacevano cose che oggi non mi attirano più. Alle superiori ho cambiato scuola, dall’Anguissola al Vida. Insomma, provare senza avere la pretesa di (...).

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Cristiano Guarneri






