Don Paolo Arienti: «Mancano le occasioni, quella ferialità che consentiva di frequentarsi»
«Per analizzare il disagio giovanile occorre una premessa: sono cambiati i nostri punti di osservazione. Alcuni anni fa, per gli adolescenti, c’era una frequentazione diversa a livello sociale. Quello che vedo oggi è una sorta di ritiro sociale. I ragazzi non frequentano più gli ambienti educativi, se non occasionalmente. Parliamo di oratorio, ma anche di spazi pubblici extra scolastici come attività di volontariato. C’è un’interessante crescita di frequentazione del mondo sportivo che è però un mondo molto selettivo. Questa è per me una premessa molto importante perché credo che la forma di disagio non sia l’atto, il gesto, il comportamento deviante, ma avvenga molto prima. Però, per noi educatori, è molto più difficile da decifrare perché c’è questo grande ritiro sociale». Don Paolo Arienti è il moderatore dell’Unità pastorale don Primo Mazzolari (parrocchie di S.Ambrogio, Cambonino, Boschetto e Migliaro) e insegna in 13 classi del liceo Scientifico Aselli. Per 10 anni è stato presidente della Federazione oratori e assistente del Centro Sportivo Italiano. Ha dunque una lunga esperienza nel rapporto con i più giovani. Sottolinea anche che «le amicizie, le compagnie, i gruppi, sono molto più “atomici”, cioè sono gruppettini piccoli, molto più affettivi, molto meno sociologici. Il rischio è che quando si rompe un’amicizia o una relazione, i ragazzi restino soli. I fenomeni delle piazze e (...)

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Paolo Carini






