Spazio AGio, Leone Lisé: «Emergenza giovani reale, al centro la persona non il problema»
Più vicini, più rapidi e con un metodo innovativo. Su queste tre direttrici corre Spazio AGio, il nuovo servizio di ascolto dedicato a giovani e adolescenti messo in campo da Asst di Cremona, Comune e Azienda Sociale Cremonese, aperto una volta a settimana per due ore (vedi grafica a sinistra. Proviamo a delinearne i primi (comunque importanti) risultati, a soli due mesi di distanza dall’avvio dell’attività, sapendo che i passi da compiere sono ancora tanti, ma quelli fatti fin qui sono comunque una rivoluzione. Il dato di partenza è chiaro e assai preoccupante: ansia, malessere, ritiro sociale, violenza e bullismo, oltre a un numero crescente di suicidi, caratterizzano sempre di più la vita delle fasce giovani. Le cause sono molteplici: dall’effetto post-Covid a quello dell’isolamento da device fino a un rapporto con la generazione adulta meno conflittuale (e forse non è sempre un bene) ma troppo dipendente. È una ferita sociale evidente, che sanguina da tempo, forse troppo. Le istituzioni non sono immobili. Questa volta però la scommessa non è l’ennesimo spazio di ascolto generico. È un punto in cui gli operatori cambiano completamente la modalità d’approccio.
Ce ne parla Lione Lisé, educatore professionale e referente dello Spazio AGio.
«Premessa doverosa: Spazio AGio non è un servizio sostitutivo di altri. È la possibilità di accedervi senza le difficoltà di passaggi e richieste di accesso o di pagamento di ticket. L’obiettivo non è fare numero, ma ridurre la distanza tra il mondo dei servizi e chi porta un bisogno. E soprattutto è mettere al centro non più il problema ma la persona».
Cosa vuol dire?
«Spazio Agio unisce professionisti con diverse competenze: educatori, assistenti sociali, uno psicologo. L’idea che abbiamo in comune è che l’attuale impalcatura dei servizi non è più funzionale. Non (...)».

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Cristiano Guarneri

