Andrea Badioni (Confcommercio): «Agli scarsi parcheggi anche una perdita di ricavi»
Il conflitto in Medio Oriente penalizza fortemente le attività del terziario: i dato emerge da un’indagine di Confcommercio secondo la quale il 75% delle imprese subisce, a vario titolo, effetti negativi: nel turismo con il calo dei flussi (30,9%), nell’import di beni o materie prime (26,4%), nei servizi (22,4%) e nell’export (7,6%).
A questo scenario, si aggiunge l’impatto del caro carburante, che, come spiega il presidente di Confcommercio Cremona, Andrea Badioni, “ha un effetto diretto e immediato sui costi di approvvigionamento. Per il commercio al dettaglio significa dover assorbire rincari lungo tutta la filiera, dal trasporto alla logistica, fino ai prezzi praticati dai fornitori. In molti casi i margini, già ridotti, si comprimono ulteriormente perché non sempre è possibile trasferire integralmente questi aumenti sul prezzo finale senza perdere competitività. È una dinamica che rischia di mettere in difficoltà soprattutto le piccole attività».
Un pieno più caro significa meno soldi in tasca per il superfluo: questo si è già tradotto, da parte dei vostri clienti, in una maggior prudenza nell’acquisto dei generi non indispensabili?
«Stiamo osservando una maggiore attenzione da parte dei consumatori. Quando aumentano le spese obbligate, come carburante ed energia, inevitabilmente si riduce la disponibilità per i consumi discrezionali. Questo si (...)».

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Laura Bosio





