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«La nostra speranza? La riapertura dello stretto di Hormuz»
Worker operating industrial machine in metal workshop.
Caro carburante: parla Giorgio Carenzi, segretario di Confartigianato Cremona
Le conseguenze del caro benzina determinato dalla guerra in Iran si avvertono anche tra gli artigiani, in particolare sulle ditte che fanno trasporti: l’aumento repentino del costo del carburante costituisce un elemento cruciale infatti per coloro che si occupano di consegne, trasferte di lavoro e approvvigionamento di materie prime. Un rincaro significativo, vuol dire un margine di guadagno che si riduce in modo consistente, col rischio che le ricadute si facciano sentire sulle tasche dei consumatori finali.
Ci ha spiegato la situazione mercoledì 25 marzo il segretario di Confartigianato Cremona e consulente del lavoro, Giorgio Carenzi.
Quali gli effetti dell’aumento del prezzo della benzina? Cosa pensa del decreto del governo del 18 marzo che ha previsto una riduzione delle accise di 25 centesimi al litro?
«Tra le imprese che seguiamo, sicuramente quelle che operano nell’auto trasporto subiscono gli effetti più significativi perché il beneficio del decreto del governo sulla benzina, che ha dato una boccata di ossigeno, è già svanito: l’efficacia delle accise è stata risucchiata dall’aumento del petrolio. Stamattina infatti giravo per la città e il gasolio è già sopra i 2 euro e la benzina a 1,75 quindi siamo già tornati alla situazione precedente al decreto. Speriamo nella fine della guerra e nella riapertura dello stretto di Hormuz per riavere prezzi sotto controllo, perché in caso contrario serviranno altre misure da parte del governo. E’ da sottolineare poi che il credito d’imposta è limitato al trasporto merci, mentre per quello delle persone non sono ancora state varate misure. Ci sono inoltre le filiere e a Cremona penso soprattutto all’agroalimentare, dove il rischio è l’aumento dei prezzi dei fornitori che è complesso da spalmare sui clienti, ma c’è anche la metalmeccanica, un altro settore importante nel nostro territorio».
Come intervenire a breve e medio termine?
«La soluzione più semplice è stare attenti ai consumi, cioè nell’utilizzo sia dei veicoli sia del riscaldamento. La nostra dipendenza dai carburanti fossili è risaputa, per cui bisogna trovare soluzioni alternative per l’approvvigionamento e la (...)».

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Paolo Fornasari