Nuova legge elettorale. Alessandra Maiorino (M5S): «Loro dicono: chi vince, comanda»
Scudi levati dal Movimento 5 Stelle sulla riforma della legge elettorale approvata in questi giorni. Un commento impietoso quello di Alessandra Maiorino, parlamentare pentastellata, secondo la quale «ci sono almeno tre questioni enormi: di metodo, di merito e di contesto. Sul metodo, rilevo l'enorme contraddizione di Giorgia Meloni che nel 2017, sulla fiducia sulla legge elettorale, invocava l'intervento di Mattarella. Oggi ne mette ben tre, per non dire quattro in quella finale. È davvero una giravolta incredibile. Non è tutto: manca il confronto, persino quello interno con i parlamentari del suo schieramento. Penso all'affossamento alla Camera dell'emendamento della maggioranza sulle preferenze, che ha portato poi alla necessità di porre la fiducia. Nel merito, invece, le preferenze sono uno specchietto per le allodole, perché l'incidenza del numero dei parlamentari che effettivamente saranno eletti con le preferenze è minima. Gli esperti hanno calcolato un 18-20% al massimo. Tutto il resto è rappresentato dal listino bloccato e dai capilista bloccati. C'è poi l'esclusione delle donne, perché è stato tolto l'equilibrio di genere proprio nei capilista bloccati, che sono gli unici garantiti all'ingresso. Insomma, è un disastro di legge elettorale». Maiorino poi parla del contesto: «All’orizzonte si profila Vannacci. Quando Giorgia Meloni aveva ideato questa legge e se l'era disegnata su misura, lui ancora non era così quotato. Rischia quindi di essere un boomerang. Rilevo anche che, in un contesto come quello attuale, con il mondo letteralmente in fiamme, dilaniato dai conflitti, l'Europa attraversata da proteste e una crisi economica ed energetica italiana ed europea, questa maggioranza e questo governo non stanno dando un bello spettacolo chiudendosi su se stessi e pensando a garantirsi le poltrone».
C'è quindi anche una questione politica, oltre a quelle tecniche?
“Sì, direi di sì. Viviamo tempi molto delicati, molto difficili, e il Parlamento dovrebbe essere impegnato...
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Laura Bosio


