Attualità
Approvata la nuova legge elettorale

La maggioranza festeggia ma si prepara a un piano b

Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, che giovedì 8 ottobre ha dato l'ok definitivo alla nuova legge elettorale [© Wikipedia]

Si chiude una lunga sessione parlamentare, ma si apre l’ennesimo capitolo di una strisciante incertezza

Siamo arrivati a fine corsa. Montecitorio ha spento i riflettori su una delle pagine più emblematiche e divisive di questa legislatura che, a sua volta, si è avviata verso la fine. Con la votazione finale a scrutinio segreto alla Camera il cosiddetto “Stabilicum” – o “Melonellum”, a seconda della parte dell’emiciclo da cui si guarda – è diventata la nuova legge elettorale della Repubblica. 127 i voti favorevoli, 164 i contrari, e nessuna astensione. E, così, “Habemus Melonellum”, l’ennesima nuova modalità di votare, che si ritrova comunque sub iudice, in senso letterale, perché pende su di essa l’incognita dei ricorsi alla Consulta per incostituzionalità, con il conseguente rischio di uno stop alla sua applicabilità. Per una molteplicità di contestazioni oggetto delle istanze che vengono avanzate presso la Corte costituzionale, a partire dall’indicazione del candidato presidente del Consiglio da parte delle coalizioni in lizza. E, ancora, i possibili no della Corte potrebbero arrivare sull’obbligo di presentare 300mila firme se non si possiede un simbolo già presentato alle elezioni o sull’assenza della previsione di almeno il 40% di candidate donne come capilista. E a restare in cima alle preoccupazioni del centrodestra è sempre il premio di maggioranza per palazzo Madama, il listone di 35 senatori che potrebbe violare il principio sancito dall’art. 57 della Costituzione.   Oltre al fatto che l’analisi dei tabulati evidenzia come alla maggioranza siano venuti a mancare all’appello 6 voti – certo, siamo lontani dall’intenso fuoco amico delle votazioni precedenti di questo sofferto iter legislativo, ma considerando il massiccio dispiegamento di controlli sui deputati da parte di palazzo Chigi qualche spia problematica e un alert, in tutta evidenza, rimangono...
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Massimiliano Panarari
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