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L’intervista/2 Luciano Pizzetti, presidente del Consiglio Comunale, a tutto campo sulle sfide che attendono il territorio, l’Italia, l’Europa e sul ruolo della politica
«Un progetto per costruire»
JM8A9457POLO TECNOLOGICO INAUGURAZIONE 10 GIUGNO 2017 PIZZETTI
«Il fronte progressista vuole governare o rimanere solo una barca a remi?»
«Oggi il cosiddetto campo largo è solo un raggruppamento che sta insieme per contrapporsi a qualcuno e a qualcosa. Ma il tema non è contrapporsi, il tema è l’alternativa. Il tema è proporre. Non è con l’incrocio delle astensioni che si dà vita a un progetto di governo». Parte da qui, dall’attuale assetto del fronte progressista e da cosa, a suo giudizio, bisognerebbe fare per «essere più credibili di Meloni», la seconda parte dell’intervista a Luciano Pizzetti, presidente del Consiglio comunale che, da ex parlamentare e membro del governo, riflette sulla politica nazionale, sull’Europa e i suoi valori da difendere e il nostro ruolo nel mondo.

Presidente, fra poco più di un anno si terranno le elezioni. Come vede, oggi, la situazione della sua parte politica?
«Io mi auguro che il fronte progressista, qualora dovesse vincere le prossime elezioni politiche, possa governare il Paese. Ma quello che vedo nella dinamica del campo largo, è che c’è una discussione iperpolitica che, alla fine, diventa prepolitica. Mi spiego: il campo largo viene dato per fatto, ma non si discute mai di merito. Qual è il punto, che non viene affrontato? Che per rappresentare una valida alternativa al governo in carica e alla coalizione di partiti che lo sostiene, occorre che il progetto di governo sia chiaro».
A suo giudizio non lo è?
«C’è una differenza fondamentale fra noi è il centrodestra: il centrodestra, che ha una base solida nel Paese, è come ai tempi della cascina cremonese. Talvolta di faceva San Martino e si andava fuori cascina, ma spesso si faceva San Martino in cascina».
Fuor di metafora?
«Il centrodestra è fatto da popolo che fa spesso San Martino in cascina. Per cui, si arrabbia con Meloni, vota Salvini. Si arrabbia con Salvini, vota Forza Italia. E’ e resta lì, la sua base è granitica ed è maggioranza in questo Paese. Come si fa a scalfire questa maggioranza? Motivando la parte di elettorato che la pensa diversamente da questo raggruppamento, e che si ritrova. Ma in che cosa? Questa parte di elettorato è molto esigente, molto più esigente dell’elettorato di centrodestra, talmente esigente che se non si è in grado di rappresentargli bene la prospettiva, già è minoranza nel Paese, ma rischia di non diventare mai maggioranza»...
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