

Attualità
L'intervista - Alessandro Portesani accoglie l’invito di Luciano Pizzetti per un gioco di squadra sui temi strategici nell’interesse della città e del territorio
Visione, coraggio e concretezza
«Da parte del presidente del Consiglio Comunale un approccio alto, che condivido»
«Siamo interessati a un’interlocuzione che possa creare convergenze di visione e azione politica in seno alle istituzioni del consiglio comunale. Siamo disponibili a dialogare per il bene di Cremona, nella misura in cui siano temi che impattino realmente sulla vita dei cittadini, dalla valenza strategica per il territorio comunale e rispettosi della nostra visione di città. Su questi punti, noi ci saremo sempre». Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona, accoglie l’appello lanciato dal presidente del Consiglio Comunale, Luciano Pizzetti, dalle colonne di Mondo Padano, chiedendo però più concretezza e azioni di sistema».
Consigliere Portesani, nella sua intervista il presidente Pizzetti ha evidenziato una pluralità di tematiche di grande spessore. Cosa ne pensa?
«Parto da quello che mi ha colpito e che condivido e, in realtà, sono diverse cose. Ho apprezzato l’approccio alto del ragionamento politico, una caratteristica che Luciano ha e che io apprezzo molto, sul piano politico e anche per la stima personale che ho nei suoi confronti. Una visione alta e articolata che attraversa un po’ tutte le dimensioni e le matrici significative del nostro territorio ma che, a mio parere, omette alcune tematiche che, invece, ritengo essere assolutamente strategiche rispetto a quello che può essere il futuro di sviluppo del nostro territorio».
A cosa si riferisce, in particolare?
«Alle politiche energetiche, una delle matrici fondamentali che caratterizzeranno la crescita del territorio cremonese, del nord Italia, ma anche lo sviluppo internazionale dei prossimi anni. All’interno di un dibattito sulle politiche energetiche e sul mix produttivo-energetico fra rinnovabili, ma anche nuove tecnologie abbinate al nucleare, non c’è una riflessione su questa tematica e, secondo me, sul piano politico locale questa è una dimensione particolarmente rilevante. Noi vediamo nel nucleare una possibilità che Cremona deve perlomeno analizzare. Il che non significa avere una centrale nucleare domani mattina, ma vuol dire aprire alla valutazione politica, anche compatibilmente con le nuove tecnologie che consentono una riduzione drastica dei rifiuti e dei rischi legati all’utilizzo di questa fonte energetica, insieme a una capillarizzazione del potenziale produttivo legato al nucleare sui territori. Noi crediamo che questa sfida Cremona non la possa ideologicamente cassare, ma la debba valutare e che debba essere considerata come leva strategica per la promozione di uno sviluppo sul territorio. Non solo la Regione e il Governo, ma la stessa Unione Europea ha previsto nel proprio mix produttivo le rinnovabili e il nucleare, uniche fonti di energia che non emettono gas serra in atmosfera. Quindi, a nostro parere, questo è un tema da valutare. Insieme a un ragionamento più sistemico che in parte Pizzetti ha fatto, ma che a mio giudizio richiede dei completamenti»...
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