Buddhisti a Cremona, la responsabile Elisa Marenzi: «Un centinaio di aderenti in provincia»
In un momento come quello che stiamo vivendo, carico di paure, incertezze e ansie, fa bene sentire parlare di valori chiave quali il rispetto per la dignità di ogni forma di vita e l’interconnessione fra di esse: insegnamenti che arrivano dal Buddhismo della Soka Gakkai. Elisa Marenzi è la referente, per le zone di Cremona, Bergamo e Brescia, dei giovani buddisti dell’Istituto che si rifà ad essi e ci introduce in questa realtà religiosa.
Di quale ramo buddhista fa parte?
«L’associazione buddhista di cui sono referente fu fondata nel 1930 da maestri che si occupavano di educazione e si fonda su un buddhismo laico nato in Giappone. Il suo nome, Soka Gakkai, significa “società per la creazione di valori” che sono quelli umanistici di pace, educazione e cultura. Il mezzo per realizzarli parte dalla preghiera quotidiana con la recitazione di “Nam -myoho-renghe-kyo”, la Legge Mistica con cui vogliamo far uscire la luce che ognuno di noi ha dentro».
Che tipo di proposta religiosa fate?
«Promuoviamo questi aspetti umanitari con diverse iniziative, per esempio siamo attivi per il disarmo nucleare con la mostra “Senza atomica”, e abbiano creato una fondazione “Be hope” con la quale, grazie ai fondi dell’otto per mille, promuoviamo progetti per il sociale e l’ambiente e per altre tematiche legate ai diritti umani. Il nostro intento è quello di portare la filosofia buddhista all’interno della società con azioni concrete per un suo radicamento. Con il processo di una pacifica rivoluzione dell’essere umano siamo convinti di poter andare a cambiare gli aspetti legati alla vita, alla famiglia, alle relazioni, all’immagine di sé, degli altri e del mondo perché crediamo nel grande valore del rispetto per la dignità di ogni forma di vita e all’interconnessione fra tutti gli esseri viventi».
Quali le azioni concrete programmate a Cremona?
«Facciamo incontri settimanali divisi in undici gruppi locali: una persona può aprire casa e invitare gli altri componenti del gruppo per organizzare una riunione nella quale ci si scambia informazioni, si prega, si parla di tematiche che riteniamo fondamentali per affrontare la vita, creando così una comunità, un legame di sostegno. Due anni fa è stata (...)».

LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 16 APRILE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Paolo Fornasari





