Don Umberto Zanaboni, direttore dell'Ufficio Missionario e Migrantes: noi cristiani col freno a mano tirato
Da quasi mezzo secolo la Diocesi di Cremona, tra le prime Chiese locali a livello nazionale dopo il Concilio Vaticano II, si occupa di ecumenismo e di dialogo interreligioso. Grazie all’impegno profuso in tale compito, non semplice ma decisamente arricchente e capace di uno sguardo di prospettiva, ha conseguito ottimi risultati e frutti notevoli, come ci spiega don Umberto Zanaboni, direttore dell’Ufficio Missionario e dell’Ufficio Migrantes diocesani.
Don Umberto, qual è la realtà delle confessioni religiose presenti sul territorio?
«In mancanza di dati statistici completi e aggiornati sulle appartenenze religiose, è possibile offrire solo una stima generale: le rilevazioni provinciali del 2024, infatti, distinguono gli stranieri per area geografica ma non per confessione. Da tali dati emerge che i residenti stranieri provengono soprattutto dall’Europa (43,3%), seguiti da Africa (28,3%), Asia (23,2%) e America (5,2%), mentre risultano marginali le presenze dall’Oceania e gli apolidi. Nel complesso, i principali gruppi religiosi presenti nel territorio della diocesi e della provincia sono l’Islam, la comunità Sikh di origine indiana e le chiese ortodosse. La comunità musulmana, composta prevalentemente da persone di origine nordafricana, si riunisce in centri di preghiera più che in vere moschee, situati soprattutto nella città di Cremona (nell’area adiacente al cimitero) e in Comuni come Soresina, Casalmaggiore e Piadena, spesso organizzati come centri culturali islamici. La comunità Sikh rappresenta una delle realtà più significative a livello nazionale ed è diffusa in particolare nelle zone rurali e nei Comuni agricoli come Pessina Cremonese, Casalmaggiore, Soresina e il territorio circostante Cremona, anche in relazione all’impiego nel (...)».

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Mauro Faverzani



