Intervista al vescovo di Crema, Daniele Gianotti: «Mia presenza alla festa di fine Ramadam non "eccezionale"»
Un’occasione che lo aiuta «a vivere meglio» la sua stessa fede cristiana. È il “frutto” che Monsignor Daniele Gianotti, vescovo di Crema, dice di ricevere ogni volta che partecipa al momento di chiusura del Ramadan, accettando un invito che «arriva regolarmente ogni anno». E il 20 marzo scorso, Gianotti era lì, in una palestra Serio gremita di fedeli musulmani, che ne hanno accolto la presenza in virtù di un rapporto «di stima reciproca e di buon vicinato» tra le comunità islamica e cristiana, come conferma in questa intervista lo stesso presule cremasco. In questo tempo di conflitti che si moltiplicano, constatare una vicinanza e un confronto mai scontati, è un segnale che fa sperare tutti.
Monsignor Gianotti, lei ha partecipato alla festa di chiusura del Ramadan, accettando l’invito di Hamid Tahiri, coordinatore del Centro islamico di Crema. Che significato ha avuto quell’invito e la sua presenza lì?
«Forse è il caso di precisare che non c’è nulla di “eccezionale”, nell’aver accolto l’invito a partecipare all’Eid ’al Fitr, il momento che segna la fine del mese di Ramadan: l’invito arriva regolarmente ogni anno e, a meno che altri impegni assunti in precedenza me lo impediscano, cerco sempre di accoglierlo e di essere presente; l’ho già fatto in passato, è un normale gesto di cortesia e di vicinanza che si aggiunge ad altri che ogni tanto mi accade di vivere con la comunità musulmana di Crema – come quando sono stato in visita al Centro culturale islamico, durante la visita pastorale, nel mese di febbraio».
Che accoglienza ha ricevuto, che argomenti avete intavolato?
«La partecipazione all’Eid ’al Fitr è un momento non di discussione o di confronto tra idee, ma di convivialità: di solito sono invitato a fare un breve intervento di saluto (...)».

LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 16 APRILE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Cristiano Guarneri



