Coop Nazareth. La responsabile dell’area Abitare: «Supporto anche per lavoro e inclusione sociale»
Con Mara Sperati, responsabile dell’area “Abitare” della cooperativa Nazareth, affrontiamo il discorso dei progetti che riguardano l’housing sociale rivolti a persone e famiglie in condizioni di fragilità.
Quali cambiamenti ha notato negli ultimi anni?
«Se un tempo gestivamo prevalentemente marginalità conclamate, oggi osserviamo un impoverimento che colpisce nuclei familiari, donne sole con figli, giovani precari in difficoltà sociale ed ex detenuti in cerca di reinserimento. L'età media inoltre si è abbassata e aumentano i giovani-adulti incapaci di accedere al mercato privato e registriamo un mix costante tra popolazione straniera (di prima e seconda generazione) e italiani vulnerabili. Ma a cambiare radicalmente è la complessità del bisogno: la domanda non è mai soltanto per “un tetto”, ma anche per un supporto integrato che leghi l’abitare alla stabilità lavorativa, alla tenuta emotiva e all'inclusione sociale».
In sintesi, cosa comprende l’attività di housing?
«L’housing oggi comprende un percorso strutturato di educazione, empowerment ed emancipazione verso l'autonomia e comporta un accompagnamento relazionale ed educativo costante, per cui la presenza dell’equipe educativa aiuta le persone nella gestione quotidiana dell'immobile, nel bilancio familiare e nella convivenza. Affianchiamo all’offerta dell’alloggio un intervento su misura orientato all'autodeterminazione e al rafforzamento lavorativo verso l’obiettivo ultimo dell’autonomia a tutto tondo. La casa cioè diventa lo spazio di attivazione sociale, un luogo dove disinnescare i conflitti, tessere relazioni di buon vicinato, inserirsi positivamente nel tessuto della città».
Quali gli aspetti più problematici che vi trovate ad affrontare?
(...)

LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 29 OTTOBRE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Paolo Fornasari Granelli


