Cremona. L’assessore Della Giovanna: «Molteplici le ragioni della perdita della casa, non solo sfratti»
L‘emergenza abitativa è un problema che i Comuni si trovano quotidianamente ad affrontare e che spesso ricade sui servizi sociali, che devono rispondere a innumerevoli richieste d’aiuto. Ne abbiamo parlato con l’assessore alle Politiche sociali e fragilità del comune di Cremona, Marina Della Giovanna.

Nel 2025 in provincia sono stati eseguiti 113 sfratti, mentre nel Comune di Cremona i provvedimenti per morosità o altra causa sono scesi da 76 a 67. Come interpreta questi dati? La diminuzione in città corrisponde anche a una riduzione delle famiglie in difficoltà abitativa?
«Il fenomeno del disagio abitativo, dal punto di osservazione dei servizi sociali, assume molteplici manifestazioni, dove certamente le situazioni di chi si trova a rischio di perdita della casa a seguito di un provvedimento di sfratto costituiscono l'aspetto più visibile e di maggior impatto, senza però rappresentarlo esaustivamente. Molto frequente è infatti l'incontro con persone che si rivolgono ai servizi per la condizione di precarietà della condizione alloggiativa, a livello manutentivo o di salubrità dei locali, oppure per situazioni di sovraffollamento o coabitazioni forzate. Altro tema, in parte collegato al precedente, riguarda chi riporta una condizione di sostanziale impossibilità ad accedere a soluzioni abitative all'interno degli ordinari canali, che si parli di locazione sul libero mercato o di assegnazioni di alloggi pubblici, e si tratta di una problematica trasversale a diverse fasce e tipologia di popolazione, dai giovani adulti in procinto di sperimentarsi in percorsi di autonomia, ai lavoratori con contratti atipici, ai nuclei provenienti da percorsi migratori o in uscita da progetti di accoglienza in alloggi temporanei. La riduzione del numero di sfratti nel nostro comune rappresenta quindi senza dubbio un dato positivo che sarebbe interessante poter leggere in maniera approfondita, ma non bisogna per questo abbassare il livello di attenzione su questo tema».
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Laura Bosio


