Economia & Lavoro
Zone di innovazione e sviluppo, la Regione apre la manifestazione di interesse

«Più competitivi»

Lightbulb with cog gears and connection line. Creative thinking idea concept.

Morelli: (Università Cattolica): «Superare la frammentazione grazie a un ecosistema collaborativo». Noci (Politecnico): «Modello concepito per far operare in sinergia una pluralità di attori»

Entrano nel vivo le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), il modello sperimentale promosso da Regione Lombardia, su iniziativa dell’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, per rafforzare la competitività dei territori agevolando le sinergie tra imprese, università, enti pubblici, enti di formazione e realtà sociali, così da potenziare gli ‘ecosistemi’ locali rendendoli unici e riconoscibili a livello nazionale e internazionale.
Guido Guidesi
Guido Guidesi
«Le Zone di Innovazione e Sviluppo di Regione Lombardia – spiega Guidesi - sono un modello ambizioso per rafforzare gli ecosistemi territoriali e renderli riconoscibili a livello internazionale Le ZIS uniscono in una pianificazione settoriale strategica a lungo termine imprese, università, ricerca, istituzioni e formazione per creare spazi fisici e digitali capaci di generare innovazione, attrarre talenti e investimenti, sostenere nuova imprenditorialità e occupazione qualificata. Un percorso in due fasi per trasformare le vocazioni produttive dei territori in un vantaggio competitivo concreto attraverso la squadra e la spinta all’innovazione . È il momento oggi di costruire, insieme il protagonismo economico-produttivo di domani».
Dal 3 marzo è possibile aderire alla manifestazione di interesse presentando domanda sulla pagina Bandi e Servizi del sito di Regione Lombardia.
Possono partecipare - Partenariati pubblico-privati composti da soggetti appartenenti alle seguenti categorie: operatori economici (imprese, startup, cluster tecnologici, fondazioni, investitori), Pubblica amministrazione (enti pubblici territoriali come Provincia, Comune, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Camere di Commercio, società a maggioranza pubblica), conoscenza e ricerca (università, organismi di ricerca, uffici di trasferimento tecnologico (TTO), IRCCS); formazione (soggetti appartenenti al sistema dell’offerta formativa regionale della Lombardia strettamente connessi al settore di specializzazione della ZIS), società civile (fondazioni, enti del terzo settore, associazioni di rappresentanza, associazioni che contribuiscono al rafforzamento della coesione territoriale e della cittadinanza attiva). Il percorso per la creazione delle ZIS si articola in due fasi. La prima riguarda la preselezione progettuale: i soggetti che aderiscono alla manifestazione di interesse devono creare un partenariato e presentare congiuntamente un progetto preliminare, detto Masterplan. I partenariati ritenuti ammissibili accedono poi alla seconda fase, che consiste in un percorso di negoziazione tecnico-progettuale con Regione Lombardia finalizzato alla presentazione e approvazione del Piano Strategico definitivo per la ZIS.
Lorenzo Morelli
Lorenzo Morelli
Giuliano Noci
Giuliano Noci
I protagonisti delle ZIS sono dunque i territori, con Regione nel ruolo di regista e ‘connettore’ tra diversi soggetti pubblici e privati. L’obiettivo è creare le condizioni per la crescita delle imprese, la nascita di startup innovative, lo scambio di conoscenze tra aziende e centri di ricerca, la creazione di lavoro qualificato e nuove competenze, l’attrazione di investimenti e talenti...
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Beatrice Silenzi
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