Il medico cremonese Pierdante Piccioni ricorda il ruolo di certi brani nel suo percorso riabilitativo
Il dottor Pierdante Piccioni - medico e scrittore cremonese - è il personaggio a cui è ispirata la serie televisiva “DOC. Nelle tue mani”, uno dei prodotti televisivi di maggior successo, sbarcato anche in Russia, Usa, India e Messico. Nella duplice veste di medico e di paziente che ha ricostruito la sua identità, la sua storia, vera, ha appassionato milioni di spettatori.
Dottor Piccioni, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci - attraverso un nuovo Protocollo firmato anche dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli - parla di “strategia di umanizzazione delle cure”, mentre lei ha più volte sottolineato l’importanza dell’empatia nel rapporto medico-paziente: come riuscire a metterla in atto?
«In realtà non è complicato: basterebbe tornare a fare il medico, applicando ciò che viene insegnato fin dall’inizio ed il primo atto è l’anamnesi, ovvero l’ascolto del paziente. Spesso, parlando del mio incidente, dico di aver conseguito un master in “pazientologia” all’università della vita, perché non c’è nulla come provare sulla propria pelle la condizione di malato per capire. Essere stato un paziente ha cambiato radicalmente il mio approccio: il segreto è capire che devi trattare l’altro come se fossi tu. Oggi il rischio è di essere troppo tecnicisti e poco medici e ai miei studenti insegno ad ascoltare, perché la competenza tecnica è imprescindibile, ma le soft skills e la comunicazione sono l’area dove oggi c’è più bisogno di intervenire».

Si parla spesso di musicoterapia: di come la musica e la cultura possano diventare medicina per l’anima e per il corpo. Qual è il suo pensiero in proposito?
«La cultura e la musica giocano un ruolo fondamentale. Di recente, al Conservatorio di Milano, insieme al professor Alfredo Raglio, e con il sostegno della famiglia Morricone, abbiamo ribadito il concetto che la musicoterapia è efficace. Esistono evidenze scientifiche robuste che ne dimostrano l’utilità in determinate patologie...
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Beatrice Silenzi




