Stefano Arduini, direttore del mensile “Vita”: «Devono percepirla tutti gli enti in ciò che fanno»
Quanti cavilli burocratici, troppi! Sono questi a strozzare il Terzo Settore…! È questa la lamentela più diffusa e ricorrente nel mondo del volontariato. Lamentela fondata e vera, ci mancherebbe, ma bisogna andare oltre, curando l’aspetto motivazionale. Ad esserne convinto è Stefano Arduini, direttore del mensile «Vita».
Direttore, cosa intende per “aspetto motivazionale”?
«Vede, con la riforma del Terzo Settore - che ha avuto una gestazione piuttosto lunga, ma ormai ha compiuto dieci anni, il primo decreto fu del 2016 – è indubbio che vi sia stato un aggravio del carico burocratico sulle organizzazioni, specialmente su quelle più piccole, ed è altrettanto indubbio che ciò abbia comportato dei costi, tanto in termini di tempo quanto in termini economici. Questo ce l’ha ben presente anche il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, che ha la delega al Terzo Settore: qualcosina è stato fatto, qualcos’altro si farà… Però è cosa diversa addebitare alle incombenze burocratiche le difficoltà che le organizzazioni incontrano nel trovare nuovi volontari, pronti ad impegnarsi nelle loro fila».
Cioè?
«Oggi c’è un gap culturale da affrontare, dobbiamo dircelo. Adesso i volontari bisogna...
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Mauro Faverzani






