Economia & Lavoro
Il giornalista Federico Fubini racconta la Cina di oggi e di domani

Zero figli, pochissimi bambini, robot, digitale e meccanizzazione

Le macchine prendono il posto delle persone: che non si guardano, di rado sorridono, incollate agli smartphone, prigioniere di una sedazione generale

La competizione fra Stati Uniti e Cina, una corsa per la leaderhip geopolitica senza esclusione di colpi  potendo contare su risorse finanziarie  e (nel caso di Pechino) anche naturali praticamente illimitate, vede l’Europa e l’Italia proprio in mezzo e, in assenza di un deciso cambio di rotta, nella non invidiabile posizione del vaso di coccio fra vasi di ferro, destinato a diventare, nella migliore delle ipotesi, terra di conquista. 
La posta in gioco è altissima: il modello socio-economico italiano ed europeo è di gran lunga il migliore in termini di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Ma, ahimè: non è il più efficiente. L’equilibrio raggiunto nel Vecchio Continente fra le necessità dell’economia, dell’ambiente e delle persone rappresenta, appunto, un compromesso, il miglior compromesso possibile. Ma questo modello si deve confrontare con realtà completamente diverse, dove le priorità sono altre e dove il rispetto delle risorse naturali e dei diritti fondamentali delle persone passano in secondo (o in terzo) piano rispetto agli obiettivi economici e geopolitici. Uno degli esempi più evidenti - che  rappresenta anche una sfida esistenziale per la sopravvivenza dell’Europa sui mercati globali - è rappresentata dalla Cina. Il Paese di mezzo non applica le nostre regole: non in ambito ambientale, non in ambito economico (si pensi alla competizione in dumping attuata - anche, ma non solo - grazie a massicce sovvenzioni statali che consentono ai prodotti cinesi di essere venduti a basso costo, mettendo in seria difficoltà la manifattura europea).  Un dato fra tutti...
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Redazione Economia
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