

Economia & Lavoro
Simone Silenzi, esperto di robotica, a tutto campo sulle novità in arrivo
Dal virtuale al reale, il passo è breve
A humanoid robot with artificial intelligence or AI. An anthropomorphic robot or cyborg is sorting boxes in a warehouse. A humanoid AI robot with a box in his hands works in a logistics center.
«Chi ha proprietà intellettuale e controllo sulle macchine guadagna potere»
Ing. Silenzi, in un contesto in cui intelligenza artificiale e robotica iniziano a sostituire le mansioni manuali e concettuali umane, che scenario futuro si può prevedere?

«La vera rivoluzione non è il ‘cervello’ dell’AI, ma il suo corpo: la discesa dei modelli nel mondo fisico, quali robot, droni, veicoli, sorveglianza a costi sempre più bassi e la sostituzione non riguarda solo le mansioni manuali, ma anche quelle concettuali.
In Cina un tribunale ha dato ragione a un supervisore licenziato perché un’AI svolgeva meglio il suo lavoro, stabilendo che l’automazione non basta a giustificare il licenziamento: è il primo segnale di una trattativa sociale che si apre. Il Paese asiatico perderà centinaia di milioni di lavoratori per sostituirli con le macchine prima di invecchiare e le sue imprese installano ormai la maggioranza dei robot nel mondo.
Dunque, lo scenario probabile, e non solo in Cina, non sarà l’improvvisa disoccupazione di massa, ma una rapida ricomposizione del lavoro con compiti spostati, competenze polarizzate, un balzo di produttività la cui distribuzione è la vera posta in gioco politica.
Chi ha proprietà intellettuale e controllo sulle macchine guadagna potere e la scarsità di manodopera rischia di favorire quest’ultime a scapito dei lavoratori»...
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Beatrice Silenzi

